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Aggressione a Terranova da Sibari, Straface: “Tolleranza zero contro la violenza di genere”

Un grave episodio di cronaca ha scosso la comunità di Terranova da Sibari, dove una giovane di ventotto anni è stata vittima di un sequestro lampo e di una violenta aggressione fisica da parte dell’ex compagno. L’evento ha sollevato una decisa reazione da parte delle istituzioni regionali, mettendo in luce la necessità di risposte inflessibili di fronte a dinamiche relazionali tossiche e all’incapacità di accettare la fine di un rapporto.

La condanna dell’assessore Pasqualina Straface

L’assessore regionale al Welfare con delega al contrasto della violenza di genere, Pasqualina Straface, è intervenuta duramente sulla vicenda attraverso una nota ufficiale. L’esponente della giunta ha definito l’accaduto come un atto inaccettabile che colpisce l’intera comunità, sottolineando la coincidenza temporale con il ricordo di un altro drammatico evento locale.

“La drammaticità dell’evento risuona in modo particolare in questi giorni, in cui ricorre l’anniversario della tragica e mai dimenticata perdita di Fabiana Luzzi. A questo proposito, desidero esprimere una profonda gratitudine verso le operatrici del Centro Antiviolenza intitolato alla sua memoria per la straordinaria tempestività con cui si sono messe a disposizione della giovane di Terranova, offrendole immediato ascolto e supporto specialistico. È la dimostrazione tangibile di quanto sia vitale la presenza sul territorio di presidi così attenti e umani”, ha dichiarato Pasqualina Straface.

L’assessore ha poi aggiunto che quando una donna subisce violenza per aver rivendicato la propria indipendenza, l’intera società subisce una sconfitta, ribadendo la volontà di non abbassare la guardia dinanzi ai retaggi di una subcultura patriarcale che confonde l’affetto con il diritto di proprietà.

Il piano della Regione e i finanziamenti per la tutela delle vittime

La risposta della Regione Calabria si articola attraverso interventi strutturali volti a garantire protezione e percorsi di autonomia alle donne vittime di violenza. In accordo con il presidente Roberto Occhiuto, l’amministrazione ha predisposto un’infrastruttura pubblica di protezione permanente che si basa su stanziamenti significativi.

Attraverso il Piano triennale da oltre 8 milioni di euro, la Regione punta a garantire stabilità finanziaria ai centri antiviolenza e alle case rifugio, potenziando la rete di accoglienza e finanziando percorsi di autonomia abitativa per le madri e per i loro figli. A queste misure si affiancano programmi specifici per l’indipendenza economica, considerata fondamentale per l’allontanamento dai persecutori.

“A questo si uniscono i programmi specifici come il bando ‘Donne Libere’ che, con uno stanziamento di circa 3,5 milioni di euro di fondi europei, sostiene l’inserimento lavorativo delle vittime per offrire loro la vera indipendenza economica, che è la chiave principale per recidere i legami con i persecutori”, ha spiegato l’assessore al Welfare.

Prevenzione e percorsi educativi

Accanto alle azioni di tutela immediata e al lavoro investigativo delle forze dell’ordine e della magistratura, la strategia regionale prevede un impegno sul piano della prevenzione e dell’educazione all’interno delle scuole. L’obiettivo dichiarato è quello di difendere il principio dell’autodeterminazione femminile in ogni sede, investendo risorse e competenze affinché nessuna vittima si senta isolata e ogni donna possa scegliere il proprio destino in piena sicurezza.