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La decadenza di Lucano, il commento di Oliverio: “Norme anacronistiche e ferita alla democrazia”

“La decadenza di Mimmo Lucano da sindaco lascia esterrefatti e riporta alla luce l’assurdità di norme che contrastano palesemente con i principi democratici e costituzionali”. Mario Oliverio denuncia così un sistema giudiziario anacronistico che, a suo avviso, ha inflitto a Lucano colpi ingiusti e provvedimenti cautelari e condanne abnormi, poi annullate in appello con sentenza assolutoria.

Il rilancio del progetto di accoglienza di Riace

Dopo anni di calvario, Mimmo Lucano è stato rieletto sindaco di Riace a furor di popolo, segnando il rilancio di quel progetto di accoglienza che ha reso il borgo un simbolo internazionale. Impedire a Lucano di esercitare il ruolo per cui è stato eletto rappresenta, secondo Oliverio, un grave vulnus alla Costituzione e uno sfregio alla democrazia.

La sentenza di decadenza e l’urgenza di riforma

Pur riconoscendo che il ricorso contro la decadenza permette a Lucano di restare sindaco fino alla sentenza definitiva, Oliverio sottolinea la gravità del provvedimento che annulla la volontà degli elettori e la sovranità popolare. A suo parere, ciò dimostra l’urgenza di riformare la legge Severino e l’intero sistema giudiziario per evitare ingiustizie simili.

Solidarietà e incoraggiamento a Mimmo Lucano

Mario Oliverio esprime a Lucano la sua piena solidarietà e l’incoraggiamento a proseguire nel suo impegno. “Riace e il suo sindaco sono un punto di riferimento di valori di umanità e giustizia sociale — afferma — nessuna sentenza o misura burocratica potrà mai cancellare o offuscare la forza e la limpidezza di questi valori”.