Mimmo Lucano, già ex sindaco di Riace e attuale europarlamentare AVS, si trova nuovamente al centro delle cronache, questa volta non per la sua nota politica sull’accoglienza, bensì per gravi questioni finanziarie e amministrative che gravano sul Comune calabrese.
Le ultime notizie riguardano la mancata rendicontazione dei fondi relativi al Progetto SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) per gli anni 2017 e 2018, e un debito considerevole che l’ente è chiamato a ripianare in tempi brevissimi.
Un debito milionario e fondi da rendicontare
Le cifre in gioco sono significative: il Comune di Riace è stato sollecitato a restituire un totale di 3.323.595 euro per i progetti di accoglienza e 69.751 euro per quelli destinati ai Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA).
Questa ingente somma deve essere versata entro i prossimi 30 giorni, mettendo sotto pressione le già precarie finanze comunali. La situazione è aggravata dalla mancata rendicontazione dei fondi per il Progetto SPRAR, un’irregolarità amministrativa che ha pesanti ripercussioni.
Il no del Ministero dell’Interno ai nuovi progetti
A complicare ulteriormente il quadro, una nota del Ministero dell’Interno, datata 29 maggio 2025 e in risposta a una richiesta del Comune di dicembre, ha negato categoricamente l’ammissione di Riace a nuovi progetti di accoglienza e integrazione per immigrati. La motivazione è chiara: l’inadempienza amministrativa e la mancata rendicontazione dei fondi pregressi costituiscono un ostacolo insormontabile per l’accesso a futuri finanziamenti.
Questo stop ministeriale non solo impedisce al Comune di Riace di continuare a beneficiare di risorse cruciali per l’accoglienza, ma sottolinea anche la gravità delle irregolarità gestionali che hanno caratterizzato la precedente amministrazione.
Le conseguenze per il futuro di Riace
La vicenda si inserisce in un contesto già delicato per Mimmo Lucano, la cui decadenza da sindaco era avvenuta in applicazione della Legge Severino, in tema di corruzione. Ora, le nuove contestazioni sulla gestione dei fondi per l’accoglienza pongono ulteriori interrogativi sul suo operato e sulla trasparenza amministrativa del modello Riace, che in passato era stato elogiato a livello internazionale.
Il Comune di Riace si trova ora di fronte a una duplice sfida: reperire i fondi necessari per saldare l’ingente debito e ripristinare la propria credibilità amministrativa per poter, in futuro, accedere nuovamente a finanziamenti essenziali per il territorio e per la sua vocazione all’accoglienza. La situazione attuale, però, sembra compromettere seriamente le possibilità di ripartenza in questo settore.



