Negli ospedali di Vibo Valentia, Tropea e Serra San Bruno mancano gli anestesisti. Un dato certo denunciato in passato, in tutte le sedi, dal primario del Reparto di Rianimazione dello “Jazzolino”, Peppino Oppedisano.
Attualmente, per la popolazione della provincia di Vibo Valentia, che conta 150mila abitanti, sono disponibili 8 medici del settore.
Cinque sono anestesisti rianimatori e tre sono a disposizione dell’Unità operativa, ma non possono esercitare perché non abilitati a svolgere questo delicato lavoro specialistico. Si tratta di 3 camici bianchi cubani.
Per garantire un corretto servizio occorrono 27 anestesisti rianimatori. Ne mancano ben 19. Il numero maggiore degli specialisti disponibili lo assorbe il presidio ospedaliero di Vibo Valentia. Nei nosocomi di Tropea e Serra San Bruno, invece, operano giornalmente 2 rianimatori anestesisti. Insufficienti in caso di emergenze gravi.
Gli 8 medici a disposizione del primario Oppedisano devono garantire la loro presenza in tutte le emergenze e nei gruppi operatori. Cosa non facile. Molto spesso la loro mancanza si ripercuote sulla corretta erogazione dei servizi.
Il ritardato intervento chirurgico alla mamma dell’uomo che ieri mattina ha minacciato il suicidio era dovuto proprio alla mancata disponibilità di un anestesista rianimatore.
Un problema nazionale
Purtroppo in Calabria come in tutto il resto d’Italia mancano anestesisti e rianimatori. La carenza è stimata in diverse migliaia di specialisti, con conseguenti problemi per il servizio sanitario regionale e nazionale. Diverse le cause della carenza. Noi ne abbiamo individuato in estrema sintesi tre.
Numero insufficiente di specializzandi: le scuole di specializzazione in Anestesia e Rianimazione non riescono a formare un numero sufficiente di medici per coprire il fabbisogno. Condizioni di lavoro: i turni stressanti e la mole di lavoro possono scoraggiare i giovani medici a scegliere questa specializzazione. Programmazione inadeguata: la carenza di programmazione nel fabbisogno di specialisti ha contribuito al problema.
Rischio per la sicurezza dei pazienti
La mancanza di personale può compromettere la qualità e la sicurezza delle cure, specialmente in reparti delicati come la rianimazione. Gli anestesisti-rianimatori già in servizio sono sottoposti a un carico di lavoro eccessivo, con turni prolungati e maggiore stress. In alcune realtà, la carenza di personale sta mettendo a rischio la funzionalità dei reparti di anestesia e rianimazione, con il pericolo di chiusure o limitazioni dei servizi.
Le possibili soluzioni
Incrementare il numero di posti disponibili nelle scuole di specializzazione, aumentare l’offerta formativa è fondamentale per formare più specialisti, rendere più attrattiva la specializzazione attraverso migliori condizioni di lavoro, orari più sostenibili e una migliore organizzazione del lavoro può contribuire ad attrarre e trattenere i giovani medici. È necessario prevedere con maggiore accuratezza il fabbisogno di personale a lungo termine per evitare nuove carenze.
In sintesi, la carenza di anestesisti e rianimatori in Italia è un problema serio, con conseguenze negative per il sistema sanitario e per i pazienti. Per risolverlo, è necessario agire su più fronti, dalla formazione alle condizioni di lavoro.



