Dopo i gravi episodi di intimidazione che hanno colpito il cantiere del Nuovo Ospedale della Sibaritide, prende il via una petizione popolare lanciata dalla Rete di Associazioni di Comunità Competente.
L’obiettivo non è soltanto denunciare gli atti criminali, ma anche proporre strumenti concreti di partecipazione civica, considerati fondamentali per contrastare criminalità organizzata e corruzione.
“Non vogliamo solo denunciare quanto accaduto – spiegano i promotori – ma chiedere con forza che si attivino gli strumenti previsti per il coinvolgimento attivo della società civile, che rappresentano un vero antidoto alla penetrazione mafiosa nei lavori pubblici”.
“Il futuro inizia da un cantiere”: ma non in mano alle mafie
La petizione, pubblicata sul portale Change.org, porta un titolo evocativo: “Cantieri di Salute in Calabria”. Il testo evidenzia come, in territori complessi come la Calabria, un cantiere possa purtroppo diventare simbolo di infiltrazioni mafiose, minacce e illegalità.
“Il cantiere, che altrove è sinonimo di progresso, qui rischia di diventare terreno fertile per la ’ndrangheta e per il malaffare“, si legge nel documento.
Le richieste al Governo e alla Regione
Attraverso la petizione, i cittadini chiedono: al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, di intervenire per rafforzare la sicurezza del cantiere; al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, in veste di commissario ad acta per la sanità, di istituire una cabina di regia che coinvolga: istituzioni locali, organizzazioni di volontariato, forze sociali e cittadinanza attiva, per monitorare costantemente i lavori e garantire trasparenza e legalità.
La proposta punta anche ad attivare meccanismi partecipativi previsti dalla legge, come quelli contenuti nella Legge 833/1978 e nei decreti legislativi 502/1992 e 33/2013, che promuovono il controllo civico nella sanità pubblica.
Quasi 300 firme in pochi giorni
L’iniziativa, partita nei giorni immediatamente successivi agli incendi sospetti che hanno colpito il cantiere dell’ospedale, ha già ottenuto quasi 300 adesioni verificate. Un segnale chiaro di come i cittadini calabresi siano pronti a difendere un’opera pubblica strategica per il territorio e a respingere le logiche del ricatto mafioso.



