Nell’ambito di un’intensificazione dei servizi volti a contrastare il traffico di stupefacenti, la Squadra mobile di Crotone, su direttive del Questore Renato Panvino, ha messo a segno un importante colpo.
L’attenzione degli agenti è stata attratta da un’autovettura a noleggio che viaggiava a velocità sostenuta, destando immediato sospetto.
L’inseguimento, protrattosi per alcuni chilometri, ha portato al fermo del conducente, identificato come V.S. (41 anni), ex guardia giurata. L’uomo ha mostrato sin da subito un evidente stato di agitazione, un dettaglio che ha ulteriormente insospettito gli operanti.
Contraccezionali “sospetti” e hashish nascosto
Accompagnato in Questura per accertamenti più approfonditi, V.S. è stato sottoposto a perquisizione. L’attenzione degli agenti è stata catturata da numerosi pacchi di contraccettivi sigillati all’interno dell’abitacolo.
Data l’assenza di un plausibile motivo lavorativo (come agente di commercio o informatore scientifico) per la presenza di tale materiale, gli agenti hanno deciso di ispezionare il contenuto. La sorpresa è stata la scoperta di ingenti quantità di hashish, abilmente nascoste all’interno delle confezioni.
Droga, arma e un duro colpo alla criminalità
L’operazione è proseguita con la perquisizione domiciliare nell’abitazione del soggetto, dove è stata rinvenuta una pistola Beretta calibro 9X21 e 50 cartucce dello stesso calibro, ritirate in via cautelare. Il quantitativo di droga sequestrato, pari a 2593,3 grammi di hashish, avrebbe fruttato circa 30.000 euro sul mercato, destinati principalmente ai luoghi della movida crotonese.
Questo intervento si inserisce in un più ampio disegno strategico tracciato dal Procuratore della Repubblica Dott. Domenico Guarascio, in sinergia con la Squadra Mobile, volto a smantellare le organizzazioni criminali che alimentano lo spaccio nella provincia.
V.S. è stato arrestato e, dopo le formalità di rito, associato presso la casa circondariale di Crotone a disposizione dell’autorità giudiziaria. Si sottolinea che l’indagato è da considerarsi innocente fino a sentenza definitiva, nel rispetto del diritto di cronaca e del diritto di difesa costituzionalmente garantiti.



