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Erosione costiera a Tropea, la Regione risponde dopo sei mesi: Lo Schiavo attacca l’esecutivo

Dopo quasi sei mesi dalla presentazione, è stata discussa nel corso dell’ultimo Question time del Consiglio regionale l’interrogazione a risposta scritta del consigliere Antonio Lo Schiavo, presidente del Gruppo misto – Sinistra italiana Avs, sulle mareggiate che hanno devastato il lungomare di Tropea.

L’interrogazione, datata 6 febbraio 2025, chiedeva al competente assessorato regionale di chiarire quali risorse sarebbero state messe subito a disposizione del Comune per i lavori di ripristino, quali opere di mitigazione del rischio erosivo siano state completate, e quali invece – pur finanziate – non siano mai state avviate. Lo Schiavo domandava inoltre se fosse stato definito un accordo con le Università calabresi per l’aggiornamento del Masterplan e se fosse stato avviato un nuovo studio approfondito sul fenomeno erosivo nel tratto di costa vibonese.

La replica dell’assessore Caracciolo: “Barriera soffolta e ripascimenti, ma servono rilievi ambientali”

A fornire risposta è stata l’assessora regionale ai Lavori pubblici Maria Stefania Caracciolo, che ha letto in aula una comunicazione scritta in cui viene illustrato lo stato dell’arte degli interventi previsti. Tra questi rientra la costruzione di una barriera soffolta con ripascimento protetto nella zona di Marina del Convento, e la realizzazione di un pennello semi-sommerso nella zona di “Mare piccolo”, anch’esso accompagnato da opere di ripascimento.

Tuttavia, la consegna dei lavori è subordinata alla verifica della presenza di praterie di Posidonia oceanica, attraverso rilievi subacquei. Lo studio, trasmesso il 28 febbraio 2025, ha rilevato un’interferenza significativa della Posidonia su circa 160 metri dei 290 previsti, con la possibilità di eseguire solo una realizzazione parziale della barriera progettata.

L’assessora ha spiegato che, sulla base di queste nuove evidenze ambientali, si procederà a una valutazione della fattibilità di uno stralcio funzionale dell’opera, in attesa di una possibile rimodulazione progettuale che tenga conto delle limitazioni imposte dalla normativa.

In corso l’aggiornamento del Masterplan sull’erosione

Per quanto riguarda il Masterplan degli interventi di mitigazione del rischio erosivo, Caracciolo ha confermato che è in fase di definizione un accordo con l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, l’Unical e l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale. L’obiettivo è una rivisitazione del piano con criteri innovativi, in grado di rispondere alla complessità del territorio nonostante le risorse limitate.

Lo Schiavo: “Una procrastinazione che danneggia le comunità locali”

A margine della seduta, Antonio Lo Schiavo ha espresso forte insoddisfazione per la risposta fornita dalla Regione. “Mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata: è questa l’impressione che ricavo dalla risposta dell’assessore”, ha affermato il consigliere. “Le problematiche evidenziate nella mia interrogazione, ormai vecchia di sei mesi, richiederebbero interventi urgenti e misure straordinarie, ma ancora una volta l’esecutivo regionale si rifugia dietro cavilli, pareri e procedure“.

Secondo Lo Schiavo, la procrastinazione istituzionale sta andando in direzione opposta rispetto alle esigenze delle comunità locali, che attendono interventi non solo per la salvaguardia del territorio, ma per la tenuta economica e sociale delle aree costiere. “La Calabria – ha aggiunto – è la regione con il più lungo tratto di costa eroso dal mare, eppure registra ritardi inaccettabili anche a fronte di risorse già stanziate. Gli interventi, quando arrivano, sono già superati dai cambiamenti morfologici prodotti dal mare”.

Infine, un appello chiaro: “Su questo tema e su quello del rischio idrogeologico, non si possono accettare altri rimandi. È una questione di sicurezza e di futuro per intere comunità”.