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Quando il gioco non è più un divertimento: come riconoscere e affrontare la dipendenza dai giochi online

Si parla spesso di gioco online, ma che cosa sappiamo davvero dell’industria del gambling? Per Prima cosa viene regolamentata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che controlla l’ambiente di scommessa online e sul territorio.

Ma ciò di cui si parla troppo poco è l’aspetto più “nascosto” di questa attività di intrattenimento: è infatti riconosciuto anche il disturbo da gioco d’azzardo (DGA), una forma di dipendenza comportamentale che porta a sviluppare un bisogno compulsivo, facendo svanire ogni divertimento. Vedremo di seguito come capire se e quando il gioco d’azzardo online diventa un problema reale, e soprattutto in che modo è possibile intervenire.

I rischi nascosti di una cattiva gestione del gioco

Vivere il gioco online come un passatempo è possibile adottando una serie di comportamenti cauti e consapevoli che determinano uno stile responsabile di scommessa. Questo discorso vale non solo sui siti italiani regolamentati, ma anche nei casino senza licenza AAMS di nonaams.com, piattaforme autorizzate a livello internazionale che offrono limiti più agevoli per i giocatori italiani. Molti utenti sono incuriositi da questi siti perché possono apparire allettanti per promesse di bonus o anonimato. Ma con una cattiva gestione delle proprio abitudini di scommessa, tutto può diventare un pericolo!

Può infatti capitare a tutti di perdere lucidità e di iniziare a considerare il gioco non più come un passatempo, ma come una missione per “guadagnare” o recuperare i soldi spesi. Ma come si corre ai ripari e in che modo si possono riconoscere i primi segni di una dipendenza?

Come si manifesta la dipendenza

Cerchiamo di capire quali sono i comportamenti più comuni che manifesta un giocatore in difficoltà:

  1. Inizia a scommettere in modo incontrollato, con importi più alti e maggior frequenza;
  2. Insegue le perdite con l’illusione che “la prossima puntata è quella vincente”;
  3. Gioca in condizioni di stanchezza, stress o nervosismo;
  4. Mente ad amici e familiari e inizia a evitare momenti di socialità.

Come è facile immaginare i sintomi sono tantissimi, ma questi restano quelli più comuni che è bene monitorare per se stessi o per gli altri. A preoccupare, nonostante le normative ferree messe in atto dall’ADM sono soprattutto i più giovani: una recente ricerca ha mostrato che molti ragazzi di età compresa tra i 14 e i 20 anni iniziano a giocare per pura curiosità, nonostante il gioco sia vietato ai minori. E ciò aumenta il rischio che il gioco compulsivo non solo inizi presto, ma passi anche inosservato.

Quali strumenti usare per bloccare il problema

Se una persona sospetta di aver perso il controllo al gioco può affidarsi agli strumenti obbligatori che l’ADM richiede ai siti autorizzati. Parliamo prima di tutto dell’autovalutazione, che aiuta a riconoscere attraverso un test sulle piattaforme, il proprio livello di coinvolgimento.

Una volta riconosciuta la perdita di controllo è bene procedere con l’attivazione dell’autoesclusione ADM, un servizio che permette al giocatore di sospendersi per un periodo limitato di tempo o in modo definitivo. Ci sono inoltre tantissime associazioni e gruppi di supporto che permettono di confrontarsi con esperti o altri giocatori che hanno vissuto esperienze simili.

Il ruolo delle piattaforme è centrale

Nel periodo di autoesclusione, il giocatore non avrà accesso al gioco su tutto il territorio italiano, ma potrebbe essere tentato di ricorrere ai siti casino non AAMS dove tale sospensione non ha alcuna valenza. In questa fase è quindi importante non solo affidarsi al supporto di certe piattaforme ed enti, ma anche saper chiedere aiuto a chi abbiamo vicino a noi per assicurarci di poter avere un periodo di recupero completo e sicuro.

In conclusione, se il gioco online smette di essere un piacere e comincia a essere vissuto come esigenza od ossessione è tempo di fermarsi, fare un passo indietro e chiedere aiuto.