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Primo caso di West Nile nel reggino, l’Avis: “donazioni di sangue sicure e indispensabili”

Il primo caso di West Nile virus registrato nel reggino non ferma la solidarietà. L’Avis comunale Odv di Reggio Calabria rassicura: le donazioni di sangue proseguono regolarmente e in totale sicurezza, grazie a controlli mirati che proteggono sia i donatori sia i pazienti.

«L’Avis non si è fermata e non si fermerà adesso» sottolinea la presidente Myriam Calipari, ricordando che, secondo i dati dell’Istituto superiore di Sanità, dall’inizio dell’anno in Italia sono stati segnalati 14 casi asintomatici in donatori di sangue. Nessun allarme, dunque: le sacche raccolte nel reggino saranno sottoposte a test specifici, come disposto dal Centro nazionale Sangue, indipendentemente dall’eventuale soggiorno in zone a rischio.

Le procedure, già rodate in passato con virus come Dengue e Chikungunya, evitano inutili sospensioni e garantiscono la continuità delle donazioni. «Donare resta essenziale – prosegue Calipari – sia per rispondere alla forte carenza di sangue segnalata nella provincia di Reggio Calabria, sia come atto di prevenzione sanitaria».

Anche la responsabile sanitaria Enrica Pacchiano ribadisce: «Per i donatori non cambia nulla. L’unica differenza riguarda i laboratori, che eseguiranno i test a tappeto su tutte le sacche raccolte. Chi vuole e può donare, lo faccia: è un gesto sicuro e fondamentale per chi ha bisogno di sangue».

L’appello è chiaro: l’estate è già un periodo critico per le scorte ematiche, e oggi più che mai ogni donazione può fare la differenza.