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Conte difende Tridico dagli attacchi di Fdi: “Chi combatte la povertà per loro è il nemico pubblico numero uno”

La campagna elettorale per le regionali in Calabria si fa incandescente. Al centro dello scontro politico: Pasquale Tridico, ex presidente dell’INPS, ora candidato alla guida della Regione con il sostegno del Movimento 5 Stelle.

A scatenare la polemica è stato un post pubblicato dal sottosegretario alla Giustizia e dirigente di Fratelli d’ItaliaAndrea Delmastro, che ha attaccato frontalmente Tridico, definendolo “padre dello scellerato Reddito di cittadinanza, simbolo dell’assistenzialismo più nefasto”.

Delmastro attacca, ma Conte non ci sta

Delmastro non si limita a criticare la misura simbolo del M5S: “La Calabria ha fame di futuro, vuole dignità, ha ansia di lavoro, non cerca marchette ed elemosine”, scrive su Facebook. Un attacco frontale che Giuseppe Conte ribalta con toni durissimi: “No a marchette ed elemosine, dice chi ha una condanna per rivelazione di segreti d’ufficio, mettendo a rischio sicurezza e lotta al crimine, e di cui non ricordiamo alcuna misura utile al Paese”.

Conte: “Con Meloni record di poveri assoluti”

Conte ribatte punto su punto: “Tridico propone investimenti, rilancio, misure contro la povertà, mentre con Meloni abbiamo toccato il record di poveri assoluti. E da Fratelli d’Italia arriva solo intolleranza verso chi fatica anche solo a fare la spesa”. Poi affonda: “Per loro i soldi non ci sono per i commercianti strozzati da tasse e caro bollette, ma si trovano sempre per aumentare i rimborsi ai ministri, per i regali alle banche, per una montagna di miliardi destinati alle armi“.

“La loro ministra è sotto inchiesta, ma guai a chi chiede aiuto”

Conte sottolinea l’ipocrisia del doppio standard del governo: “Tengono al loro posto, zitti zitti, una ministra sotto inchiesta per truffa sui fondi Covid, ma fanno la voce grossa contro chi, da padre di famiglia, ha chiesto un sostegno momentaneo in tempi difficili“. Un affondo che parla alla pancia del Paese reale, quello lontano dai palazzi.

“Difendere i poveri è diventato un crimine?”

Per Conte, l’attacco a Tridico è solo l’ennesimo capitolo della guerra ideologica contro il Reddito di cittadinanza: “Nel mondo capovolto della destra, chi si batte contro la povertà è un bersaglio da colpire. Ma noi – rivendica con forza – abbiamo salvato un milione di persone l’anno dalla povertà, come riconosciuto dallo stesso Ministero del Lavoro“.

“Restiamo dalla parte giusta”

Conte conclude con un messaggio politico forte: “Noi siamo orgogliosi di aver difeso chi non ha voce. Lavoreremo per migliorare le misure di sostegno al reddito e per rafforzare le politiche attive del lavoro. Perché lottare contro la povertà non è una colpa, è una responsabilità. E noi – chiude – restiamo dalla parte giusta“.