Il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), ha lanciato un forte monito riguardo all’annullamento della festa della Madonna di Polsi.
In un testo pubblicato sul settimanale “Maria con te”, il cardinale ha denunciato le infiltrazioni criminali che hanno interessato il santuario, definendole una “profanazione”. “La casa della Madre di Dio, luogo di misericordia, consolazione e fraternità, era diventata teatro di interessi privati, che vanno chiamati col loro nome: mafiosi”, ha dichiarato.
Zuppi ha sottolineato che chi trasforma un luogo sacro in un “luogo di affari senza scrupoli” offende la Chiesa, la comunità umana e la stessa Vergine Maria.
La messa solenne del 2 settembre, che avrebbe dovuto presiedere, è stata annullata a seguito delle polemiche nate per lo spostamento dei festeggiamenti a Locri, una decisione “rigettata” dai devoti. La Diocesi aveva motivato lo spostamento con i lavori di ristrutturazione in corso al Santuario, l’inagibilità delle strade e l’indisponibilità dello stadio di San Luca, ritenuto non sicuro.
La rinascita e le minacce al rettore
Il Santuario di Polsi, situato nell’Aspromonte reggino, è noto per aver ospitato in passato summit mafiosi, tanto che il vertice della ‘ndrangheta fu denominato “Crimine di Polsi” nelle carte giudiziarie. Il rettore del Santuario, don Tonino Saraco, in carica dal 2017, ha confermato il contesto difficile e ha raccontato di aver vissuto momenti di paura per le minacce ricevute, anche sui social, insieme al vescovo e al parroco di San Luca, don Gianluca Longo.
Saraco ha commentato che in un contesto così duro, la chiesa è diventata un “rifugio di speranza”. La presenza del cardinale Zuppi, seppur mancata, è un segno forte della vicinanza della Chiesa italiana a un luogo “ferito ma in cammino verso la rinascita”. Ha inoltre annunciato che sono già stati avviati i lavori di ristrutturazione e la progettazione di una nuova strada, poiché quella attuale, “impervia e pericolosa, ha contribuito a isolare il santuario, favorendo l’accesso a chi aveva intenzioni tutt’altro che spirituali”.
Le parole di Monsignor Oliva e l’occasione mancata
Monsignor Oliva ha espresso al Cardinale Zuppi il suo rammarico e la sua gratitudine per la disponibilità mostrata. Il vescovo ha riferito che il cardinale ha “apprezzato tanto l’impegno che la Chiesa, ed anche le istituzioni civili e la magistratura, hanno profuso negli anni, per salvaguardare Polsi da ogni forma di condizionamento mafioso”.
Nonostante fosse a conoscenza delle cronache passate, il cardinale ha espresso parole di incoraggiamento affinché il Santuario conservi la sua “vera identità di luogo di fede e di preghiera”. Monsignor Oliva ha concluso sottolineando il dispiacere per l’occasione mancata, poiché la visita del presidente dei vescovi italiani sarebbe stata “un evento di grande valenza spirituale e civile” e avrebbe portato una “parola di speranza” in un momento difficile.



