Una delegazione del Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria), guidata dal segretario generale aggiunto Giovanni Battista Durante, ha fatto visita agli istituti penitenziari di Cosenza e Paola, accompagnato dal segretario regionale Francesco Ciccone e dai dirigenti locali.
Durante le ispezioni, è emersa una situazione particolarmente critica, soprattutto sul fronte della carenza di organico e della gestione del personale.
Cosenza: “Personale lasciato solo, livelli di sicurezza a rischio”
All’interno della Casa Circondariale di Cosenza, i rappresentanti sindacali hanno denunciato un contesto operativo segnato da isolamento degli agenti, assenza di supporto e mancanza di una guida autorevole. Un quadro che, secondo Durante e Ciccone, compromette gravemente la sicurezza dell’istituto.
“Il personale è costretto a operare in solitudine e senza direttive chiare, mentre affronta situazioni complesse e spesso emergenziali”, si legge nella nota del sindacato.
Particolare preoccupazione è stata espressa per la gestione di detenuti con gravi problemi psichiatrici, sempre più presenti nelle carceri italiane e affidati, in assenza di alternative, agli agenti della polizia penitenziaria. “È inaccettabile che si continui a demandare agli agenti compiti per i quali servono competenze mediche e psicologiche specifiche”, ha aggiunto Durante.
Emergenza psichiatrica: “Serve una riforma immediata”
Nel corso della visita, la delegazione ha assistito a un episodio che ha coinvolto un detenuto in evidente stato di alterazione psichica. L’episodio ha evidenziato, secondo il Sappe, l’assenza di un adeguato supporto psichiatrico e l’impossibilità per il personale di gestire in sicurezza casi simili.
Il sindacato chiede un intervento legislativo urgente per garantire una gestione diversa della salute mentale in carcere, riportando le persone con disturbi psichiatrici in strutture sanitarie dedicate, non nelle celle.
Inoltre, si chiede una revisione della pianta organica dell’istituto di Cosenza, con l’inserimento immediato di nuovo personale e una presenza dirigenziale più solida e competente, in grado di coordinare e supportare le attività operative.
Paola: “Struttura fatiscente e organico sottodimensionato”
Anche nella Casa Circondariale di Paola il quadro tracciato è allarmante. Dopo un confronto con la direttrice – che ha condiviso le criticità – la delegazione del Sappe ha incontrato il personale in assemblea, raccogliendo preoccupazioni e richieste urgenti.
“Servono almeno 15 agenti in più”, ha dichiarato il sindacato, specificando che l’organico attuale è di 99 unità contro le 127 previste, con una carenza di 28 agenti, 18 dei quali nel ruolo operativo.
Gravi anche le condizioni strutturali dell’istituto, ormai fatiscente, con impianti di condizionamento insufficienti e ambienti di lavoro poco salubri. Il Sappe ha chiesto nuovi stanziamenti economici per avviare i lavori di ristrutturazione.
Un elogio particolare è stato rivolto al comandante di reparto Pietro Davide Romano, che gestisce contemporaneamente i reparti di Paola e Vibo Valentia con “straordinaria professionalità”.
Numeri drammatici: 47 autolesionismi e 22 tentati suicidi
Il dato che più allarma è quello relativo al disagio interno al carcere: 47 gesti di autolesionismo e 22 tentativi di suicidio solo nei primi otto mesi del 2024. Numeri che danno la misura della pressione psicologica e del vuoto assistenziale vissuto all’interno dell’istituto.
Il Sappe ha ringraziato pubblicamente per il sostegno l’onorevole Luciana De Francesco, il presidente del Consiglio Comunale di Paola Emira Ciodaro, la garante regionale per i detenuti Giovanna Russo, e Giovanni Salzano della Camera penale, per i videomessaggi di solidarietà al personale.
Domani tappa a Catanzaro
La visita del Sappe proseguirà domani a Catanzaro, dove alle 10.30 è prevista una conferenza stampa per ribadire le denunce già sollevate e chiedere un immediato intervento del DAP e della politica nazionale.



