«Fra Occhiuto e Tridico non c’è una grande differenza. Litigano molto, ma in realtà sono due facce della stessa medaglia».
A dirlo è Marco Rizzo, leader di Democrazia Sovrana Popolare, che a Lamezia Terme ha presentato la candidatura di Francesco Toscano a presidente della Regione Calabria.
Per Rizzo, lo scontro tra i due principali avversari elettorali è solo di facciata: «Occhiuto e Tridico litigano perché sono molto simili, ma vogliono la stessa poltrona».
Il progetto di Democrazia Sovrana Popolare
Non solo una lista, ma «un progetto politico» quello che Rizzo rivendica per la Calabria e per l’Italia. Con la candidatura di Toscano, sostiene, si avvia «l’inizio del cambiamento, un cambiamento che sta avvenendo anche nel Paese e nel mondo».
La sanità al collasso
Il cuore della critica di Rizzo riguarda la sanità, che definisce «in una condizione di collasso». Secondo i dati citati, le Regioni gestiscono l’80% del proprio bilancio sulla spesa sanitaria, mentre a livello nazionale si contano 350 miliardi di euro per la sanità pubblica. La sanità privata è arrivata a 50 miliardi, ma tra le due polarità restano esclusi milioni di cittadini.
«In mezzo ci sono 4 milioni di italiani che non si curano più. In Calabria – ha sottolineato – ci sono 170mila cittadini che rinunciano alle cure: non hanno soldi per il privato e non riescono a sopportare le lungaggini del pubblico».
Contro l’aziendalizzazione
Nessuna fiducia nelle “ricette” di Occhiuto e Tridico. «Non ci convincono assolutamente», ha ribadito Rizzo. Per lui la soluzione è superare le Aziende sanitarie e tornare alle Unità sanitarie locali. «L’aziendalizzazione parla di prestazione, che va bene in un’azienda produttiva e non dove c’è la salute di mezzo. Bisogna togliere la sanità dalle mani dei presidenti delle Regioni, che nominano i vertici delle Asp e poi scelgono i primari tra i loro amici».



