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Meloni benedice la linea Occhiuto e annuncia: “Avviato l’iter per uscire dal commissariamento della sanità”

Applausi, bandiere e una promessa che pesa più degli slogan: “abbiamo avviato l’iter” per liberare la sanità calabrese dal regime di commissariamento.

Dal palco di Lamezia TermeGiorgia Meloni chiama in causa il giudizio popolare — “sono i cittadini a dirci se si fidano” — e avvolge la campagna di Occhiuto nella cornice della filiera Roma–Calabria.

Sul tavolo non c’è solo la politica: c’è un programma operativo aggiornato, inviato ai ministeri, e un negoziato tecnico che, nelle intenzioni, dovrebbe tradurre gli annunci in atti.

Sono i cittadini a mandarci a casa”

È molto importante per me tornare in mezzo alla gente per raccogliere l’entusiasmo che ci serve. Nel nostro dna c’è che sono i cittadini a dover dire se si fidano di noi, sono loro gli unici che ci dicono se dobbiamo andare a casa. Finché abbiamo il consenso dei cittadini i problemi si affrontano a testa alta”. Meloni lega così la scelta di Occhiuto di dimettersi e tornare al voto alla grammatica del mandato popolare: “Il centrodestra si schiera insieme per vincere ancora una volta una battaglia comuneI cittadini confermeranno l’ottimo lavoro di Occhiuto”.

“Un’Italia che il mondo vede seria

Cambio di quadro, dal locale al globale: “L’Italia è tornata seria, credibile, non supinaIo rappresento l’ItaliaNoi lavoriamo per costruire la pace”. La premier rivendica una postura internazionale “riconosciuta” all’estero e rilancia una lettura ottimista degli indicatori: “Sulla stampa estera si parla di miracolo italianoBorsa ai massimi, spread ai minimi, titoli di Stato richiestissimi e 80 miliardi di investimenti esteri attratti”.

“Le parole pesano: no all’odio, sì al confronto

Meloni marca un confine con toni da richiamo civile: “Con le parole non si scherza, possono diventare violente. È una storia che l’Italia ha già attraversato e non permetteremo che ritorniNoi conduciamo un dibattito politico sapendo che dall’altra parte c’è un avversario, non un nemico da abbattere. Questo privilegio lo lasciamo ad altri”. E ancora: “I cittadini sono più intelligenti di come li dipinge la sinistranon si fanno ammaliare dagli slogan facili”.

Palestina, l’appello: “Voto compatto in Aula”

Sul fronte Medio Oriente, la premier invoca unità: “Vedremo se la proposta americana per la pace sarà accolta da HamasFaccio un appello all’opposizione: giovedì in Aula votiamo compatti per dimostrare che la pace la si vuole davvero”. Nessun cedimento agli agit-prop: “La pace non arriva perché si indice uno sciopero o perché le toghe fanno comunicati; arriva se si lavora ai tavoli con proposte serie”.

“Dal reddito di cittadinanza alla regionalanza? No, grazie”

Il colpo politico alla proposta di sussidi regionali: “Noi vediamo un popolo fiero che non vuole dipendere dai partiti e chiede rispetto e risposte dalla politica. Ora vogliono il reddito di regionalanza…”. La linea resta quella già affermata a Roma: archiviare la stagione dei sostegni generalizzati, puntare su lavoro e crescita.

Riforme: avanti con giustizia e premierato

Capitolo riforme, Meloni conferma la rotta: “Andremo avanti con la riforma della giustizia per liberare la magistratura dalla malapianta delle correnti”. E sul premierato: “Basta inciuci e giochi di palazzoStabilità significa governi che durano: i più lunghi in Italia sono di centrodestra perché c’è visione comune, non la somma di odio verso l’avversario”.

Chiusura: Calabria, fiducia e continuità

Nel finale, Meloni richiama il perimetro elettorale: Calabria come laboratorio della filiera Roma–Regione e Occhiuto come volto di una continuità rivendicata. “I cittadini diranno se si fidanoNoi ci presentiamo con i fatti e la serietà di governo”. Il resto è campagna: le promesse misurate con l’esperienza quotidiana dei calabresi — ospedaliscuolestradelavoro — e un voto che, nelle intenzioni del centrodestra, deve suonare come un mandato pieno. (fonte calabria7)