È entrato in vigore il decreto legge 132/2025 sull’intelligenza artificiale, che introduce un obbligo di comunicazione per i professionisti riguardo l’utilizzo di sistemi di IA nei servizi offerti ai clienti.
Questa normativa rappresenta l’adeguamento dell’ordinamento italiano al nascente AI Act europeo e stabilisce principi fondamentali per lo sviluppo, l’adozione e l’applicazione dei modelli di intelligenza artificiale.
L’obbligo di informazione al cliente
La novità più rilevante per il mondo professionale è la necessità di informare i clienti in modo “chiaro, semplice ed esaustivo” sui sistemi di intelligenza artificiale utilizzati per la prestazione.
Diversi ordini professionali, come quello dei giornalisti, si sono già organizzati per tempo. Altri stanno aggiornando le proprie procedure. A tal fine, Confprofessioni e l’Associazione nazionale forense hanno elaborato un modulo informativo trasversale a tutte le professioni. Questo modello è pensato per essere allegato a documenti come la lettera di incarico professionale, il consenso informato in ambito sanitario o qualsiasi contratto che preveda tale obbligo di trasparenza.
IA come supporto, non sostituzione
Un principio cardine stabilito dalla legge è che l’impiego dell’intelligenza artificiale, sia nel lavoro dipendente che nelle professioni intellettuali, deve avere una funzione di supporto strumentale e non sostitutivo. Questo significa che il lavoro intellettuale del professionista deve mantenere un ruolo prevalente e la responsabilità ultima del servizio reso non può essere delegata al sistema automatizzato.
Impatto su lavoro e sanità
L’intervento normativo ha un impatto diffuso:
- Nel mondo del lavoro: i datori di lavoro hanno il dovere di informare il personale sull’uso dell’IA e sono responsabili per l’utilizzo che ne viene fatto in azienda. Solo i modelli autorizzati dalle imprese potranno essere impiegati sul posto di lavoro. Le prescrizioni sull’uso dell’IA valgono anche per le professioni non organizzate in ordini (regolate dalla legge 4/2013), come quelle amministrative o legate alla cura della persona.
- Nel settore sanitario: l’IA potrà essere utilizzata a supporto di diagnosi e cure solo se esplicitamente richiesto dal medico curante, previa informazione e consenso del paziente.
- Nella Pubblica amministrazione e giustizia: l’intelligenza artificiale potrà supportare i procedimenti amministrativi, ma il funzionario rimarrà sempre l’unico titolare della responsabilità. Anche in questi ambiti è ribadito il principio di trasparenza degli atti e del consenso informato.
La legge 132/2025 mira dunque a bilanciare l’innovazione tecnologica con la tutela e la trasparenza verso il cittadino e il cliente, garantendo che l’elemento umano e intellettuale resti centrale e responsabile.



