Con l’avvio del nuovo anno, una significativa revisione della legge 104 entra in vigore grazie alla legge 106 del 2025, portando un ampliamento dei diritti per i lavoratori e le famiglie che si prendono cura di persone con disabilità o malattie gravi.
Le novità segnano un passo avanti concreto nel sostegno alle famiglie italiane, sia per i dipendenti del settore pubblico che per quelli privati.
Dieci ore aggiuntive di permesso retribuito
La novità principale introdotta dalla legge 106/2025 è l’arrivo di dieci ore aggiuntive di permesso retribuito all’anno. Queste ore sono specificamente dedicate a visite, esami e terapie e si sommano ai diritti già previsti dalla legge 104.
Chi può usufruirne?
I permessi aggiuntivi sono destinati a:
- Coloro che sono affetti da malattie oncologiche in fase attiva o in follow-up precoce.
- Coloro che sono affetti da malattie croniche o invalidanti con grado di invalidità pari o superiore al 74%.
- Chi assiste un figlio minorenne con le stesse patologie.
Per beneficiare di queste ore, è necessaria una certificazione medica che attesti la condizione. Le ore saranno retribuite come una normale giornata di malattia. Per i dipendenti privati, il datore di lavoro anticipa il pagamento, che viene poi rimborsato dall’INPS.
Congedo straordinario: durata confermata e tutele
La nuova normativa conferma inoltre la possibilità di richiedere un congedo straordinario fino a 24 mesi. Questo periodo è concesso per assistere familiari con disabilità grave o per i lavoratori stessi affetti da patologie oncologiche, croniche o invalidanti con elevata percentuale di invalidità.
Durante il congedo:
- Il posto di lavoro è garantito.
- Il congedo non è retribuito e non contribuisce alla maturazione di ferie, tredicesima o TFR.
Novità per i lavoratori autonomi
Anche i lavoratori autonomi beneficiano di una nuova tutela: è prevista la possibilità di sospendere l’attività fino a 300 giorni all’anno. Anche in questo caso, è richiesta una valida certificazione medica registrata nel fascicolo sanitario elettronico.
Rientro e smart working
Al termine del periodo di congedo, il lavoratore ha il diritto di rientrare al proprio posto. Inoltre, la legge introduce la possibilità di usufruire dello smart working, se la mansione lo consente, senza rischio di demansionamento, garantendo così una transizione più flessibile e un migliore equilibrio tra vita lavorativa e necessità di cura.
Le disposizioni della legge 106 del 2025 rappresentano un rafforzamento essenziale della tutela dei lavoratori e delle famiglie che si trovano ad affrontare situazioni di fragilità. I permessi più ampi e i congedi straordinari offrono maggiore flessibilità e sicurezza, sostenendo il diritto alla cura senza compromettere la stabilità occupazionale.



