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“Tu non puoi capire”: Selvaggia Lucarelli lancia un podcast choc sul caso Bergamini

Si intitola “Tu non puoi capire – Perché Isabella Internò è innocente” il nuovo podcast firmato da Selvaggia Lucarelli, in uscita il 18 novembre, data simbolica in cui — nel 1989 — morì Donato Denis Bergamini, centrocampista del Cosenza Calcio.

Un progetto che la giornalista definisce “la vera storia, senza suggestioni o falsi miti”, realizzato insieme al cronista Marco Cribari e prodotto da Boutade Media. Protagonista assoluta è Isabella Internò, ex fidanzata di Bergamini e condannata in primo grado a 16 anni di carcere per omicidio volontario. La donna parlerà in prima persona, raccontando la sua verità dopo 36 anni di silenzio e processi.

Lucarelli: “Un suicidio trasformato in omicidio”

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, la Lucarelli contesta apertamente la tesi della Procura e la sentenza di Cosenza. “Basta mettere tutto in fila — spiega — per capire che Isabella Internò è innocente. Questa vicenda è persino più surreale del caso Garlasco: lì almeno c’è la certezza di un omicidio, qui abbiamo un suicidio diventato omicidio grazie a una prova scientifica di dubbia interpretazione”.

La giornalista si riferisce al test sulla glicoforina, considerato decisivo in aula per dimostrare che il calciatore fosse già morto prima dell’impatto con il camion sulla statale 106 Jonica. “Quella prova non è affatto univoca — afferma Lucarelli — e in altre sentenze è stata messa seriamente in discussione”.

“Denis si è tolto la vita. Il suicidio resta un mistero umano”

Per la Lucarelli, la verità è una sola: Denis Bergamini si è suicidato. “Il suicidio è sempre insondabile. Chi conosceva Denis non riusciva a crederlo possibile, ma è umano cercare un colpevole per non accettare una tragedia che non si spiega”.

Un’inchiesta che divide: il caso Internò torna in aula a Catanzaro

Mentre la Lucarelli prepara la sua inchiesta audio, la vicenda approda di nuovo in tribunale: oggi 24 ottobre si è aperto a Catanzaro il processo d’appello per Internò. La stessa giornalista è stata presente in aula. “Raccontiamo questa storia per come è, non per come è stata manipolata — ha detto — perché da trent’anni si alimenta una narrativa priva di fondamento.”

In un passaggio durissimo, la Lucarelli definisce la sentenza di primo grado “costellata di passaggi sconcertanti”: “C’è scritto che la mentalità criminale di Isabella sarebbe suggerita dal fatto che abbia abortito. È un giudizio morale, non giuridico. Un pregiudizio travestito da diritto.”

Un racconto senza filtri tra accuse, silenzi e ombre

Isabella Internò, nel podcast, rompe un silenzio lungo decenni. Lo fa non in tribunale, ma davanti a un microfono. “La sua scelta — spiega Lucarelli — è stata decisa dal suo avvocato, per proteggerla da quella macchina infernale che è il processo mediatico. Io le ho fatto tutte le domande che avrebbe ricevuto in aula.”

E sulle frasi attribuite a Internò — “piuttosto che sia di un’altra, preferisco che muoia” — la giornalista risponde: “È una testimonianza tardiva e già giudicata inattendibile nel 2013. Nessuno ha mai verificato chi fosse davvero questa testimone.”

A distanza di quasi quattro decenni, il caso Bergamini continua a dividere l’opinione pubblica e a interrogare la giustizia. “La famiglia Bergamini — conclude la Lucarelli — deve augurarsi solo una cosa: la verità, non una verità processuale.” (fonte calabria7)