L’Intelligenza Artificiale ha recentemente dato vita a immagini che sembrano accelerare i tempi di una realtà che presto potrebbe concretizzarsi a Bologna come a Roma, in Calabria e in ogni angolo del Mondo.
Al centro dell’attenzione c’è il primo lucchetto-bio della Storia, un’invenzione destinata a risolvere l’annoso problema della manutenzione e dello smaltimento dei lucchetti appesi ai ponti.
L’idea, nata dal bolognese Alessandro Guccini a margine dell’iniziativa nota come “Il Ponte dei Single” di Bologna, ideata dalla giornalista e cantante calabrese Rossella Regina, si prepara a cambiare le sorti di diverse location celebri per la presenza dei lucchetti. Inoltre, l’eco del lucchetto-bio potrebbe presto raggiungere il Parco Nazionale del Pollino, coinvolgendo i comuni di Laino Borgo e Laino Castello, luoghi che ospiteranno l’omologo calabrese del “Ponte dei Single”.
Il “Ponte dei Single”: da goliardata a fenomeno di massa
Tutto ha inizio nel 2007 a Bologna, in Via Oberdan, a poche centinaia di metri dalle Due Torri, quando un’anonima studentessa calabrese fuori sede diede vita al “Ponte dei Single”. Nata per distinguersi dal romano Ponte Milvio, l’iniziativa felsinea (una grata d’affaccio sul Canale del Reno) fu pensata come l’angolo della rivalsa dei single, che agganciando un lucchetto chiedevano al “Ponte” un’anima gemella.
Dopo un iniziale clamore mediatico e le inevitabili polemiche, il fenomeno ha visto spegnersi i riflettori, ma non l’afflusso di single e innamorati che hanno continuato ad attaccare i propri lucchetti. L’esplosione del turismo di massa negli ultimi anni ha poi trasformato il “Ponte dei Single” di Bologna in una vera e propria attrazione.
Rossella Regina svela l’anonimato e rilancia l’iniziativa
È stata poi Rossella Regina, nel frattempo distintasi in diverse trasmissioni televisive (Italia’s got talent, La Sai l’Ultima?, Detto Fatto, Caduta libera, ecc.), a fare il passo, motivata anche da una “forte delusione che le ha ricordato il piacere della Singletudine”. La giornalista ha dichiarato di essere proprio lei l’anonima studentessa di un tempo.
Da quel momento in poi, il “Ponte dei Single” ha visto una proliferazione di attività collaterali:
- Tributi gastronomici: con piatti e prodotti a tema nel fiorente settore Food cittadino (come il primo piatto e la pizza I Lucchetti di Rossella e Pizzingle dello Chef Vincenzo Proto, la polpetta calabro-emiliana Purpingle di Purpetta by Calabriotto, il cocktail Parsifal del Maestro Barman Celestino Salmi, il gelato Canto D’Amore di ‘Il Gelato di Carducci’, la cotoletta da passeggio Cotolove di Cotolà e il panettone Crocquelingue del Maestro Pasticciere Salvatore Romano).
- Interviste a VIP: cittadini e non (da Andrea Mingardi a Eva Robin’s, da Franco Trentalance a Ivan Zazzaroni a Roberta Tagliavini) che hanno ampliato il significato dei lucchetti a sinonimo di Ricordo, Desiderio, Auspicio, Memoria, Passione.
- Iniziative istituzionali e artistiche: dalla richiesta di una targa identificativa del luogo al Comune di Bologna, nella persona del Primo Cittadino Matteo Lepore, alla proposta di un murales artistico a cura dell’Artista Pop spoletino David Pompili (già noto per le sue collaborazioni con la Pausini e Bocelli) in omaggio ad Annibale Carracci.
La svolta ecologica: il lucchetto-bio sbarca nel Pollino
L’apice di questo fermento è rappresentato dall’invenzione del lucchetto-bio di Alessandro Guccini. Questo lucchetto non è solo biodegradabile a contatto con gli agenti atmosferici, ma contiene al suo interno terriccio e semi di una pianta. Un’innovazione che, oltre a rinvigorire la flora, consentirebbe di abbattere i costi di rimozione dei lucchetti dai rispettivi ponti.
Questa conditio potrebbe presto portare l’iniziativa made in Bo anche su suolo calabro, tra Laino Borgo e Laino Castello, comuni che fanno parte dell’esteso territorio del Parco Nazionale del Pollino, in virtù delle origini della madrina e della disponibilità dei Primi Cittadini locali. La disponibilità sembra riguardare anche il vicino Comune di Lagonegro, in provincia di Potenza.
Non resta, dunque, che attendere gli sviluppi, in particolare l’interesse di un’Azienda, magari italiana, che decida di produrre su larga scala il lucchetto-bio, abbattendone i costi e favorendone una distribuzione capillare.



