A poche ore dal fischio d’inizio delle ATP Finals di Torino 2025, la febbre del tennis italiano è ai massimi storici.
Per misurare quanto il paese sia pronto ad accogliere e sostenere questo boom sportivo, lo studio Tennis Readiness Index (TRI) 2025 di Siti Scommesse ha fotografato la “prontezza tennistica” delle venti regioni, evidenziando un’Italia divisa: centro-nord in testa e mezzogiorno in affanno.
Calabria penultima: fragilità del sistema, grandi potenzialità
I risultati del TRI 2025, che combina quattro parametri chiave — capillarità dei club, partecipazione dei tesserati, percorsi formativi e accessibilità geografica — mostrano un netto divario. La classifica è guidata dalla Valle d’Aosta (89,7), seguita da Sardegna (56,4) ed Emilia-Romagna (54,8).
In coda, la situazione è critica per le regioni del sud. La Calabria, con un punteggio complessivo di appena 9,4/100, si posiziona al penultimo posto, superando solo la Campania (7,1) e tallonata dalla Sicilia (12,3).
L’analisi dipinge un sistema regionale fragile. Nonostante una capillarità discreta degli impianti (23,6), a pesare drasticamente sono i livelli bassissimi di partecipazione (3,3) e la completa assenza di percorsi di formazione (0,0). La distanza geografica da Torino, sede delle Finals, costituisce un ulteriore fattore penalizzante in termini di accessibilità.
L’Italia a due velocità: vantaggio strutturale di nord e centro
Il quadro generale fornito dal TRI 2025 è chiaro: le regioni che guidano la classifica — e il movimento tennistico nazionale — sono quelle dotate di un tessuto associativo più sviluppato e di una forte partecipazione popolare.
Il nord e il centro Italia si avvantaggiano di una rete consolidata di circoli capillari, di moderni vivai giovanili e di infrastrutture all’avanguardia. Non a caso, la maggior parte dei campioni italiani che stanno riscrivendo la storia di questo sport — da Sinner (Trentino-Alto Adige) a Musetti (Toscana), da Berrettini (Lazio) a Fognini (Liguria) — proviene da questi ecosistemi sportivi più solidi.
Il piano di rilancio necessario: dagli impianti alla pratica
Per la Calabria, l’allarme lanciato dal report non è solo una constatazione, ma un chiaro invito all’azione. Secondo l’analisi, l’inversione di rotta passa inevitabilmente per un piano strutturale di rilancio mirato.
Il primo passo è creare un circolo virtuoso che incoraggi la base, attraverso:
- Incentivi all’affiliazione sportiva: per rendere i club accessibili a un pubblico più ampio.
- Formazione di istruttori: per elevare la qualità dell’insegnamento e dei percorsi giovanili.
- Tornei scolastici: per intercettare i talenti e avviare la pratica fin dall’età scolare.
- Iniziative itineranti: per portare il tennis nei principali centri urbani e nelle aree meno servite.
L’obiettivo, come sottolinea il report, non è accontentarsi della “semplice presenza di impianti”, ma promuovere una vera e propria cultura della pratica del tennis in tutta la regione.
Tennis, sport per tutti: la visione di Siti Scommesse
“Il Tennis Readiness Index 2025 racconta un paese che si sta aprendo a uno sport tecnico ma anche sociale e formativo,” commenta Simone Cola, portavoce di Siti Scommesse. “Il tennis non è più solo per pochi: è una pratica in crescita e una bandiera dell’Italia moderna. Con Torino che ospita ancora le Finals fino al 2030, la sfida è far sì che tutto il paese — dal nord al sud — giochi la sua parte.”
Il messaggio è chiaro: la Calabria ha le potenzialità per recuperare il gap, ma è indispensabile che le istituzioni e le associazioni locali investano con lungimiranza nella formazione e nella base, trasformando la passione per i grandi campioni in una pratica sportiva diffusa.



