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Mbuzat celebra l’olio extravergine con l’Oro Verde Festival: gusto, arte e identità

Un filo dorato ha sapientemente intrecciato gusto, identità e spirito di comunità a Mbuzat, il borgo arbëreshë che nei giorni scorsi si è trasformato nella capitale dei sapori e della cultura dell’olio d’oliva.

La seconda edizione dell’Oro Verde Festival – Viaggio nei sapori dell’olio ha spento i riflettori confermandosi un palcoscenico vibrante per l’olio extravergine d’oliva (EVO), narrando in ogni sua goccia una storia di terra, lavoro e passione.

Un evento dal profumo autentico di territorio

Promosso dall’Amministrazione Comunale e organizzato da Roka Produzioni, con la comunicazione curata da Lenin Montesanto Comunicazione & Lobbying, il Festival ha pienamente centrato il suo duplice obiettivo: educare al gusto e promuovere la cultura dell’extravergine, esaltando al contempo le produzioni locali come emblemi di salute e bellezza mediterranea.

Sotto il coordinamento di Katia Cannizzaro, l’evento ha visto gli interventi del Primo Cittadino Gianni Gabriele, del Vice Sindaco Giuliano Conforti, dell’assessore comunale Aurelia Sprovieri e dell’Assessore regionale al Welfare Pasqualina Straface. Tutti gli intervenuti hanno posto l’accento sul valore intrinseco dell’olio, non solo come prodotto agricolo, ma come potente strumento di identità collettiva e di volano per la promozione territoriale.

Olio esperienziale: un viaggio tra i sensi con ARSAC

Il momento clou della manifestazione è stato senza dubbio il percorso esperienziale Olio 2.0. Il panel, magistralmente condotto da Antonio Giuseppe Lauro di ARSAC, ha immerso il pubblico in un affascinante viaggio sensoriale. I partecipanti sono stati guidati attraverso i profumi, i colori e i sapori dell’extravergine prodotto dalle più prestigiose cultivar calabresi, in un racconto che è stato tanto tecnico quanto poetico. La degustazione ha riservato un momento sorprendente e acclamato: l’abbinamento inatteso tra l’olio EVO e il cioccolato fondente, un dialogo di aromi che ha emozionato e conquistato tutti i palati presenti.

I sapori della terra e l’eccellenza locale

La Piazza dell’Olio si è animata in un vero e proprio mercato sensoriale, ospitando frantoi, artigiani e produttori locali, espressione dell’eccellenza calabrese. Tra le aziende protagoniste spiccavano il Frantoio Oleario Gencarelli, il Frantoio Ferraro, il Frantoio Andrea Scura, Olearia Geraci, Masseria Occhiuzzo, Tenute Conforti, Azienda Agricola Filardi, Olio Di Nando – Tradizione e Innovazione, Olio Luci e l’Associazione Frantoiani Calabra Citra, affiancate dalla delegazione calabrese dell’Associazione Élite, guidata da Concetta Donato.

L’esperienza è stata resa ancora più completa e avvincente grazie agli abbinamenti enogastronomici di altissimo livello proposti da Fermento, Willy Crack, The Butchers, Panificio Varlese, Nonna Lina, Route 66, La Verace, e accompagnati dai vini dei Poderi Greco. Lo chef Giorgio Lo Giudice ha deliziato i presenti con il suo Fluffy Bun alla porchetta e burro d’olio, una reinterpretazione del panino d’autore. Per concludere, Caffè Ariston e Caffè Roma 52 hanno firmato dessert e cocktail originali, rigorosamente a base di extravergine, cementando il tema centrale: l’eccellenza locale come filo conduttore.

Non solo gusto: l’arte e gli antichi sapori

Oltre al piacere del gusto, il Festival ha dedicato ampio spazio all’arte e all’artigianato. Le ceramiche di Teresa Principe e La Bottega Micu e Meca hanno esposto orci e manufatti interamente dedicati all’olio, mentre l’Apicoltura Santa Lucia ha presentato un innovativo olio al rosmarino. L’intera serata è stata avvolta dalle sonorità vintage e le atmosfere accoglienti della Sound Retrò Band, che ha trasformato il borgo in un luminoso salotto all’aperto.

Il sindaco Gabriele: l’oro verde è il nostro futuro

«Questa seconda edizione dell’Oro Verde Festival dimostra che il nostro territorio può crescere partendo dalle proprie radici», ha commentato il Sindaco Gianni Gabriele. «L’olio extravergine è il simbolo più autentico della nostra identità e della nostra cultura agricola: unisce generazioni, tradizioni e nuove visioni. Continueremo a promuovere Mbuzat come destinazione turistico-esperienziale, dove il cibo diventa linguaggio, incontro e sviluppo sostenibile».