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Studentessa si getta da una finestra a scuola, l’appello: “psicologo scolastico subito”

Il grave episodio che ha coinvolto una studentessa presso un istituto scolastico di Acireale nei giorni scorsi ha scosso profondamente la comunità locale, imponendo una riflessione urgente e non più rimandabile sullo stato di benessere psico-emotivo delle nuove generazioni.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) ha espresso profonda vicinanza alla studentessa, alla sua famiglia e all’intera comunità scolastica colpita, ma ha contemporaneamente lanciato un appello alle istituzioni: quanto accaduto non può essere liquidato come un evento isolato, ma è un segnale di una fragilità adolescenziale ormai strutturale che necessita di risposte altrettanto strutturali.

Diritto all’istruzione e diritto alla salute mentale

Secondo il CNDDU, la scuola, forte del suo ruolo costituzionale, deve andare oltre la semplice trasmissione di contenuti e affermarsi come luogo di tutela della persona, spazio sicuro di ascolto e di riconoscimento della dignità di ogni studente.

Il diritto all’istruzione non può essere separato dal diritto alla salute mentale. Per questo, l’intervento del Coordinamento punta il dito contro la precarietà degli strumenti di sostegno attuali:

  • Psicologo Scolastico Strutturale: La presenza di professionisti non deve dipendere da progetti occasionali. Si chiede che la figura dello psicologo sia garantita per legge in ogni istituto, con finanziamenti certi e standard nazionali definiti.
  • Formazione Obbligatoria: La formazione sul disagio giovanile per tutto il personale scolastico deve diventare sistematica e certificata, non lasciata alla sensibilità individuale.

Prevenzione non è un costo, ma un investimento

Il CNDDU evidenzia la necessità di integrare stabilmente l’educazione emotiva, relazionale e ai diritti umani nei curricoli, con obiettivi chiari e verificabili, anziché relegarla ad attività accessoria.

La prevenzione non può essere improvvisata. Servono protocolli nazionali unificati e linee guida vincolanti che definiscano ruoli e procedure per un intervento tempestivo in caso di disagio.

Infine, si chiede il rafforzamento della rete tra scuola, sanità e servizi sociali, per assicurare che i casi di fragilità vengano presi in carico in modo rapido e continuativo. Eventi di tale gravità, purtroppo, non sono imprevedibili, ma troppo spesso sono l’epilogo di un dolore silenzioso, inascoltato.

Proteggere i giovani e assicurare il loro benessere psico-emotivo non è un costo, ma un investimento in diritti, dignità e, in definitiva, nel futuro etico e sociale dell’intero Paese.