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Aeroporto di Reggio Calabria: una proposta per intitolarlo a San Paolo, custode della memoria di Tito Minniti

Lorenzo Festicini, presidente dell’Istituto Nazionale Azzurro, ha lanciato una proposta che mira a ridefinire l’identità dello scalo aeroportuale di Reggio Calabria, intitolandolo a San Paolo e dedicando al contempo una “Sala Imbarchi Tito Minniti” all’interno della struttura, in onore dell’attuale intitolazione.

L’obiettivo è unire la profonda memoria civile della città con la sua radicata tradizione religiosa, proiettando Reggio Calabria in una dimensione di dialogo internazionale attraverso un simbolo di fede e storia.

La memoria civile e la tradizione religiosa

Festicini sostiene che la memoria civile e la tradizione religiosa non siano elementi in conflitto, ma piuttosto “fili intrecciati della storia” della città. Intitolare l’aeroporto a San Paolo non rappresenterebbe, a suo avviso, una cancellazione della memoria dell’aviatore reggino Tito Minniti, caduto in Etiopia nel 1936, ma un’azione volta a “illuminare” e offrire a Reggio un “simbolo capace di parlare al mondo”.

Il riferimento principale è al passaggio degli Atti degli Apostoli che menziona l’arrivo a Reggio: “giungemmo a Reggio” (At 28,13). Secondo Festicini, questa non è una semplice citazione devozionale, ma un “frammento di storia” che colloca la città sulla rotta mediterranea di San Paolo, conferendole un’identità universale che precede il presente. Dedicare l’aeroporto all’Apostolo costituirebbe un “segno universale, un ponte tra popoli e culture” per i viaggiatori.

La custodia della memoria di Tito Minniti

Pur proponendo il cambio di intitolazione principale, il presidente dell’Istituto Nazionale Azzurro ribadisce che la figura di Tito Minniti resta un “patrimonio morale della città e della nazione”. La sua proposta prevede quindi l’istituzione della “Sala Imbarchi Tito Minniti” all’interno dello scalo.

Questa sala sarebbe affiancata da un punto permanente della memoria, un allestimento multimediale che non si limiterà a essere una “teca sterile”, ma un “luogo vivo”. L’allestimento includerebbe documenti, fotografie, testimonianze e materiali didattici dedicati all’aviatore e al contesto storico delle sue operazioni, con l’intento di raccontare la storia a giovani, scuole e viaggiatori.

Un marchio narrativo forte per il turismo

Festicini sottolinea come Reggio Calabria sia una “città di processioni, arte sacra, cammini religiosi”, una realtà che trova nella fede un elemento identitario condiviso e non divisivo. In un contesto in cui i territori competono anche attraverso il “racconto di sé”, l’intitolazione a San Paolo è vista come un “marchio narrativo forte e coerente”.

Questa scelta, si evidenzia, sarebbe in grado di dialogare efficacemente con il turismo religioso e con gli itinerari biblici del Mediterraneo. L’iniziativa non mira a inventare una nuova identità, ma a “fare emergere ciò che già siamo”.

Il percorso istituzionale necessario

Un cambiamento di questa portata non è un mero atto amministrativo e richiede un complesso percorso istituzionale. Festicini riconosce la necessità di coinvolgere il Comune, la Città Metropolitana, la Regione, la società di gestione dello scalo, l’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), il mondo culturale e le associazioni d’arma ed ecclesiali.

L’intitolazione è definita un “gesto educativo” che parla al mondo in nome dell’intera comunità. Una comunità matura, conclude Festicini, è in grado di “custodire insieme la memoria dei caduti e la testimonianza dei santi”.