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Sandokan in Calabria: apre la mostra-evento che svela la magia dei set

La Calabria si è trasformata in un arcipelago esotico e avventuroso. Ieri pomeriggio, negli studi della Calabria Film Commission a Lamezia Terme, il pubblico e gli addetti ai lavori hanno assistito all’anteprima delle prime due puntate di Sandokan, la nuova serie evento con protagonista Can Yaman nei panni della leggendaria “Tigre della Malesia”.

L’evento, promosso dalla Film Commission, è stato un vero e proprio percorso immersivo che ha esposto la spettacolarità del progetto.

Uno sguardo sul set: il backlot di Lamezia Terme

L’area industriale di Lamezia, allestita come un imponente backlot, ha ospitato le ricostruzioni scenografiche che hanno dato vita al Borneo del 1841, l’ambientazione principale della serie. Tra i set esposti, che hanno trasportato i visitatori in un mondo lontano, c’erano la colonia inglese di Labuan, la prigione in cui Sandokan libera i suoi compagni pirati, la fortezza della figlia del sultano e perfino un bordello, in linea con l’immaginario avventuroso e “nero” del romanzo di Emilio Salgari, Le tigri di Mompracem.

Ogni dettaglio scenografico, dai costumi di scena agli oggetti di atrezzo, ha rivelato una cura maniacale, testimoniando l’alto livello produttivo. L’organizzazione impeccabile ha permesso di esporre i costumi originali come pezzi da museo, amplificando l’atmosfera di magia che ha coinvolto i presenti.

I volti del progetto e l’importanza istituzionale

L’anteprima ha visto la partecipazione di figure istituzionali e rappresentanti del settore, sottolineando la rilevanza strategica del progetto per il territorio. Il presidente della Calabria Film Commission, Anton Giulio Grande, ha ribadito il ruolo cruciale di Sandokan per il rilancio dell’industria audiovisiva calabrese. Presenti anche il governatore della Regione, Mario Occhiuto, e l’assessore all’agricoltura, Gianluca Gallo, a testimonianza di come l’iniziativa intenda valorizzare le risorse locali anche attraverso il cinema.

Tra il pubblico, visibile anche parte del team creativo e i registi Jan Maria Michelini e Nicola Abbatangelo. La folla di operatori e curiosi ha confermato che la serie, prodotta da Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction, è un progetto ambizioso che sceglie il Sud come palcoscenico produttivo.

Il cast e la nuova vita di Sandokan

Nella nuova versione, Sandokan, il pirata dal cuore nobile che lotta contro l’oppressione coloniale, è interpretato da Can Yaman. Al suo fianco, nel cast internazionale, figurano Alessandro Preziosi, Alanah Bloor, ed Ed Westwick.

La trama ripercorre il viaggio di Sandokan, dalla pirateria ribelle alla leadership di una causa più grande: la difesa dei popoli indigeni e la lotta per la libertà. Il racconto si intreccia con una storia d’amore impossibile con Marianna Guillonk, figlia del console britannico, tra battaglie navali, intrighi e drammi che promettono di fare della serie un’epopea moderna.

Calabria: non solo sfondo, ma polo produttivo

La scelta di girare Sandokan in Italia, e in particolare in Calabria, non è casuale. I paesaggi mediterranei, le coste ioniche e tirreniche e le risorse naturali della regione hanno offerto scenari suggestivi e credibili, capaci di ricreare le atmosfere esotiche del Borneo.

L’operazione non è solo mediatica, ma segna un potenziale punto di svolta per la Calabria come set cinematografico. Il backlot di Lamezia Terme, realizzato grazie al sostegno della Film Commission, ambisce a diventare un polo stabile in grado di attrarre future produzioni nazionali e internazionali. L’indotto potenziale è vasto, beneficiando operatori tecnici, costumisti, artigiani locali e il settore del turismo culturale.

L’emozione del pubblico, tra meraviglia e nostalgia, ha ribadito come la giornata sia stata un’esperienza sensoriale: molti hanno colto l’occasione per selfie ricordo e per discutere con i tecnici, sentendo concretamente che la Calabria si sta posizionando come protagonista produttiva nel grande cinema.

L’appuntamento con la serie è fissato su Rai 1 a partire dal 1 dicembre. Se l’accoglienza entusiasta di ieri sarà confermata, l’operazione Sandokan potrebbe davvero segnare l’alba di una nuova era per il cinema meridionale, trasformando la regione in un polo di creatività e ambizione internazionale.