Il giorno dell’annuncio ufficiale è arrivato. Carlo Conti, conduttore e direttore artistico della 76ª edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, ha svelato i nomi dei trenta artisti “Big” che si esibiranno sul palco del Teatro Ariston a partire dal 24 febbraio 2026. L’annuncio è stato dato in diretta durante il telegiornale di punta della sera.
Conti ha esordito scherzando sulla situazione, definendola un “dejavù” visti i successi collezionati nella sua precedente edizione del 2025. La selezione è stata rigorosa, con il direttore artistico che ha scelto trenta brani su un totale di 270 proposte pervenute.
La lista ufficiale dei 30 artisti
L’elenco degli artisti in gara per il Festival di Sanremo 2026 mescola grandi ritorni, presenze consolidate e nuove leve della musica italiana, a testimonianza del “grande fermento musicale” citato dallo stesso Conti.
I trenta Big che si “sfideranno” sul palco dell’Ariston sono: Tommaso Paradiso, Chiello, Serena Brancale, Fulminacci, Ditonellapiaga, Fedez e Masini, Leo Gassman, Sayf, Arisa, Tredici Pietro, Sal Da Vinci, Malika Ayane, Luchè, Raf, Bambole di Pezza, Nayt, Elettra Lamborghini, Michele Bravi, J-Ax, Enrico Nigiotti, Ermal Meta, Francesco Renga, Mara Sattei, Lda e Aka 7even, Levante, Eddie Brock, Dargen D’Amico, Maria Antonietta e Colombre, Patti Pravo.
Un festival all’insegna della varietà musicale
L’elenco dei trenta partecipanti, che include sia solisti che featuring (come Fedez e Masini, e Lda e Aka 7even) e duetti consolidati (Maria Antonietta e Colombre), dimostra una notevole eterogeneità stilistica.
Conti ha sottolineato come la lista sia una chiara indicazione di “tantissima varietà” e di come la musica italiana sia “in continua evoluzione, con tanti spartiti diversi, molti esordi e qualche conferma”.
L’obiettivo dichiarato del direttore artistico è che questa edizione possa essere “un Festival fortunato”, replicando il successo dell’anno precedente. L’auspicio è di aver “scelto le canzoni che resteranno nel tempo, si canteranno, riempiranno le classifiche”, ampliando il ventaglio dei gusti musicali per accontentare un vasto pubblico che “ama Sanremo e lo vive come una partita della Nazionale”.



