HomePoliticaQualità della vita in Calabria, Tridico:...

Qualità della vita in Calabria, Tridico: «In recessione negli ultimi sei anni e il centrodestra pensa alle poltrone»

Un quadro socio-economico desolante emerge per la Calabria, con dati che continuano a confermare la regione come fanalino di coda nelle classifiche nazionali ed europee.

La recente pubblicazione della classifica sulla qualità della vita de Il Sole 24 Ore ha suonato l’ennesimo campanello d’allarme, evidenziando una situazione che, lungi dal migliorare, appare in significativo peggioramento negli anni di governo regionale guidato dal centrodestra.

Le province calabresi oltre il centesimo posto

I numeri della rinomata indagine de Il Sole 24 Ore sono impietosi: quattro delle cinque province calabresi si collocano oltre il centesimo posto su un totale di centosette. Questo dato, di per sé grave, si somma alle analisi di autorevoli istituti come Svimez, Bankitalia, Inps e Istat, che convergono nel definire la Calabria come la regione ultima tra le 240 dell’Unione europea per sviluppo e benessere.

Questi indicatori non rappresentano mere opinioni politiche, ma una “fotografia nuda e cruda” della realtà regionale, poiché “i dati non ingannano mai”. L’amarezza si acuisce di fronte al riscontro non solo della permanenza agli ultimi posti, ma del peggioramento effettivo dei numeri sotto l’attuale amministrazione Occhiuto.

Mancanza di inversione di rotta e rischio povertà

L’analisi evidenzia l’assenza di miglioramenti “sotto nessun profilo economico e sociale” e parla apertamente di recessione. La retorica di una “Calabria straordinaria” viene criticata duramente, poiché non supportata da fatti concreti e da un intervento politico efficace. Le misure necessarie a sostenere lavoro, investimenti, riforme vere e welfare sembrano mancare in una regione dove il dato sul rischio povertà è drammatico: un calabrese su due si trova in questa condizione.

L’attuale maggioranza è posta di fronte a una dura alternativa: vivere in un “multiverso tutto suo, in cui la Calabria è incastonata tra Lombardia e Veneto”, oppure essere in malafede di fronte all’evidenza dei numeri.

Priorità politiche e giochetti di potere

Dopo sei anni di governo regionale di centrodestra, non si registra “alcun sussulto, alcuna volontà di invertire la rotta, nessun minimo segnale positivo”. Al contrario, si assiste a “manovre, giochetti, espedienti utili a gestire al meglio il potere”.

Viene sottolineato come la prima mossa del governatore, subito dopo l’elezione, sia stata quella di aumentare il numero delle poltrone da affidare al proprio “cerchio magico”, aggiungendo due assessori e due sottosegretari in più. A ciò si aggiunge l’accusa di aver “azzerato la democrazia eliminando il referendum popolare previsto per modificare lo statuto regionale”.

In conclusione, l’esordio dell’amministrazione è descritto come un mix di “bocciature di tutte le agenzie socio-economiche” e “arroganti brame di potere”.