Riceviamo e pubblichiamo la nota.
Una grave situazione di difficoltà e angoscia starebbe colpendo 11 lavoratori addetti al servizio di pulizie presso l’Ospedale di Cariati, tutti dipendenti di una cooperativa.
Il personale avrebbe lanciato un accorato appello denunciando il mancato pagamento degli stipendi e l’omissione nel versamento delle trattenute da cessione del quinto.
Da quasi tre mesi, i lavoratori non riceverebbero la retribuzione, una mancanza che starebbe gettando le loro famiglie in una condizione di grave difficoltà economica, particolarmente sentita con l’avvicinarsi delle festività natalizie.
Il peso del doppio torto: sollecitazioni dai creditori
A peggiorare il quadro ci sarebbe la questione delle trattenute del quinto dello stipendio. I lavoratori denuncerebbero che, dal mese di giugno, le somme regolarmente trattenute dalla busta paga non sarebbero state trasferite agli istituti di credito. Questa omissione genererebbe un “doppio torto”: da un lato, i lavoratori si vedrebbero sottratta una parte della retribuzione; dall’altro, verrebbero sollecitati e pressati dai creditori, poiché i fondi trattenuti non risulterebbero versati alle banche.
Senso di responsabilità nonostante le difficoltà
Nonostante il mancato stipendio e le crescenti difficoltà, il personale sottolineerebbe di aver continuato a garantire la piena operatività del servizio, spesso coprendo anche doppi turni. Questa dedizione sarebbe mossa dall’amore per i malati e da un profondo senso di responsabilità verso l’intera comunità ospedaliera.
L’appello alle istituzioni e l’incontro con il prefetto
I lavoratori avrebbero scelto di elevare la loro voce con forza, chiedendo un intervento immediato all’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza (ASP), alle istituzioni locali e all’intera comunità civile. L’obiettivo sarebbe ottenere la garanzia dei propri diritti e della dignità del lavoro.
I rappresentanti sindacali avrebbero già avanzato una richiesta formale per un incontro con il Prefetto, nella speranza di sbloccare al più presto questa situazione insostenibile. L’appello si chiude con una chiara dichiarazione: i lavoratori non cercherebbero “privilegi, ma giustizia e rispetto”.



