Il 5 dicembre 2010 è una data che Lamezia Terme non potrà mai dimenticare. Quella domenica d’inverno, caratterizzata da un cielo sereno e una quiete discreta, fu teatro di una tragedia improvvisa e ingiusta che spezzò le vite di otto ciclisti lametini sulla Statale 18, in località Marinella.
Gli sportivi furono travolti da un’auto guidata da un giovane privo di patente e risultato positivo all’uso di sostanze stupefacenti. Otto famiglie furono segnate per sempre, mentre la città intera subì una ferita collettiva profonda.
Le otto storie che Lamezia non dimentica
Ricordare gli otto ciclisti non è solo un atto dovuto, ma un modo per restituire dignità alle persone che erano e alle storie che rappresentavano. Ognuno di loro lascia un vuoto incolmabile, ma anche un prezioso ricordo di integrità e passione.
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Rosario Perri: Era noto per la sua gentilezza e il suo sorriso buono. Marito affettuoso, padre presente e lavoratore stimato, trovava nella bicicletta il suo spazio di libertà.
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Francesco Stranges: Descritto come un uomo mite e laborioso, nutriva una profonda passione per lo sport e la vita semplice. Era conosciuto per essere una persona generosa e sempre pronta a offrire aiuto.
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Vinicio Puppin: Avrebbe compiuto cinquant’anni poco dopo la tragedia. Uomo di grandi qualità umane, era un punto di riferimento rispettato sia sul lavoro che nella vita privata.
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Giovanni Cannizzaro: Lavoratore dedito e un padre esemplare, amava la calma e la buona compagnia. I suoi amici ne ricordano la discrezione, l’integrità e l’impegno costante.
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Pasquale De Luca: Era sempre solare e sorridente, animato da una passione per lo sport che lo rendeva un amico prezioso e capace di essere profondamente amato.
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Fortunato Bernardi: Definito “uomo fortunato” da chi lo conosceva, incarnava valori come la semplicità, la gentilezza e il rispetto per gli altri.
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Domenico Palazzo: Appassionato di sport per tutta la vita, con una predilezione per il ciclismo. Era un padre premuroso, un marito devoto e un uomo sensibile.
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Domenico Strangis: Un altro amante del ciclismo, rappresentava un pilastro per amici e famiglia. Uomo di buon cuore, onesto e amorevole, era un padre esemplare ricordato con grande affetto.
Un simbolo di memoria e impegno civile
Oggi, sulla Statale 18, una stele ricorda gli otto ciclisti. Questa lastra di marmo, semplice ma significativa, è un luogo di fermata silenziosa. Le famiglie portano fiori, i ciclisti si fermano per un pensiero, e i cittadini si raccolgono in un momento di memoria collettiva. Più che un monumento, la stele è un potente simbolo della tragedia e della volontà di non dimenticare.
Ogni pedalata commemorativa, ogni cerimonia davanti al memoriale e ogni articolo scritto negli anni ha trasformato il profondo dolore in impegno civile e monito per la prevenzione. Lamezia porta il ricordo del 5 dicembre 2010 con la dignità della memoria, ribadendo la necessità di concretezza nel gesto e nel ricordo per la sicurezza stradale.



