L’edizione XXI del “Perciavutti”, tenutasi a Mormanno dal 6 all’8 dicembre, si è confermata un evento storico, trasformando il borgo nel cuore pulsante del Pollino e della Calabria.
La manifestazione ha saputo unire identità, tradizione e visione futura in un racconto vibrante, ponendo al centro i giovani, protagonisti attivi e motore di questa straordinaria celebrazione.
Il borgo di Mormanno è stato letteralmente invaso da migliaia di visitatori provenienti da tutta Italia e anche dall’Europa, attratti dall’unicità di un evento che celebra il patrimonio vitivinicolo, culturale e umano del territorio.
Il vino, presentato dalle più prestigiose cantine calabresi e accompagnato da piatti tipici, è stato il sovrano indiscusso della tre giorni. Oltre 200 volontari, molti dei quali giovanissimi, hanno reso possibile questa edizione, consolidando il Perciavutti come un solido ponte tra generazioni.
I quartieri diventano “vuttari”: memoria e crescita
I quartieri storici di Costa, Casalicchio, Capo Lo Serro e Torretta si sono trasformati in autentici scenari di tradizione con l’apertura dei caratteristici vuttari. Questo ha permesso di riportare alla luce la memoria del passato, offrendola come opportunità di crescita culturale e turistica. La manifestazione ha ribadito la capacità del Pollino e della Calabria di affermarsi nel panorama vitivinicolo italiano con qualità, identità e una visione nuova, giovane e condivisa.
Il Palio delle Botti: trionfa il quartiere Costa
Grande entusiasmo ha accolto uno dei momenti più attesi: l’avvincente Palio delle Botti, la competizione che vede i quartieri sfidarsi nel far rotolare una botte lungo il corso principale, Piazza Umberto I.
L’edizione 2025 ha visto il trionfo del quartiere Costa, seguito da Casalicchio che ha conquistato il secondo posto e il Torretta il terzo.
Un elemento di grande novità è stata la partecipazione dei giovanissimi, che si sono sfidati con entusiasmo e spirito di amicizia con le squadre Cow Boy, I Cumpari, Ora ci arrabbiamo e I Senza Nome. Per loro, nessuna graduatoria, ma il valore simbolico della partecipazione. Inoltre, l’Associazione Comunalia ha creato un vero e proprio vivaio dedicato a questa disciplina, riconosciuta a livello nazionale, un investimento sul futuro che vedrà Mormanno ospitare la competizione nazionale del Palio delle Botti nell’aprile 2026.
Tra tradizione e spettacolo
L’evento ha visto la partecipazione dei consiglieri regionali Elisabetta Stantoianni e Rosellina Madeo, oltre ai videomessaggi dell’Assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo e del Direttore Generale ARSAC Fulvia Michela Caligiuri. Fondamentale è stata anche la presenza dei 13 GAL calabresi, che hanno arricchito il mosaico culturale con degustazioni e racconti.
Tra i momenti più travolgenti, Piazza Umberto I si è trasformata in un teatro di ritmo, luce ed energia con Dance Tarantella, un format che unisce tradizione e modernità. Giovani e adulti hanno ballato insieme in un abbraccio generazionale.
Un momento intenso è stato quello organizzato dalla Condotta Slow Food Valle del Mercure Pollino, con l’evento “Terre di Vigna, Calice nel Pollino”, dedicato al vino come espressione profonda dell’identità territoriale. Suggestiva e magnetica è stata la performance de I Tamburi di Montecerviero, che hanno trasformato Piazza Umberto I in un teatro emozionale a cielo aperto con giochi di luce, fuoco e ritmo.
Un successo certificato
Il Sindaco Paolo Pappaterra, l’Assessore al Turismo Flavio De Barti e il Presidente dell’Associazione Comunalia Marcello Perrone hanno espresso grande soddisfazione, sottolineando come questa edizione non solo custodisca l’identità del territorio, ma rappresenti una piattaforma di promozione turistica, culturale e sociale di livello regionale.
Il Perciavutti, sostenuto dall’Associazione Comunalia insieme a Comune, Regione Calabria – Assessorato all’Agricoltura, Ente Parco del Pollino, GAL Pollino, ARSAC e MASAF, si conferma uno degli appuntamenti più identitari della regione. La XXI edizione è stata un successo certificato, capace di parlare ai giovani, valorizzare la tradizione e trasformare un antico rito in un’esperienza moderna, condivisa e profondamente calabrese.



