L’avvocato Carlo Salvo (Lega), in un comunicato stampa inviato alla nostra redazione, scrive una sua riflessione sull’attuale situazione politica ed economica calabrese con la speranza di un futuro migliore di questo presente che permetta di vivere sereni nella nostra regione. Le prossime elezioni regionali, potrebbero veramente porre fine al lungo periodo buio in cui hanno vissuto i calabresi? C’è speranza di un futuro migliore? In un “tempo” presente, difficile, faticoso, segnato da incertezze, smarriti forse ci spingiamo a sperare al domani con una vita “diversa”! Purtroppo oggigiorno le condizioni economiche, politiche e sociali, ci pongono di fronte a periodi difficili. Con grande amarezza di ciò che avviene, noi giornalisti in particolare, siamo costretti ad osservare, come la situazione in Calabria stia “eliminando” il futuro di un popolo, di tanti giovani e non. Ed allora che ben vengano le opinioni diverse, le alternative, i cambiamenti per dare una nuova linfa, “possibilità” ad una terra per tanto, troppo tempo bistrattata
di Carlo Salvo
“Anche i Calabresi più irriducibili e fanatici del colore politico, hanno finalmente assunto la consapevolezza che la politica Regionale, almeno nel corso degli ultimi 20 anni, si è caratterizzata per il solo fallimento ad esclusivo discapito dei bisogni della collettività. La fiducia riposta volta per volta dai malcapitati elettori, i quali ad ogni scadenza elettorale, animati da speranze di svolta e cambiamenti oggi è venuta meno nei riguardi della classe politica dei partiti tradizionali, si sono dovuti costantemente ricredere cadendo nella delusione del pentimento.
Non v’è dubbio che la responsabilità del degrado politico va imputata indistintamente a tutte le forze politiche di colore e genere differente che, dalla sinistra alla destra che di volta in volta grazie al contributo decisivo dei centristi di turno, hanno amministrato la cosa pubblica in maniera scellerata segnando così il destino del popolo Calabrese.
Non sfuggirà l’attenzione sulla migrazione dei giovani, professionisti e non, costretti ad abbandonare la Calabria e la famiglia per un lavoro. I numeri sono inaccettabili, oltre duecentomila negli ultimi 15 anni. Questo dato rappresenta il valore aggiunto dell’inefficiente classe politica che pensa solo ed esclusivamente ad investire il tempo alla ricerca di clientele e consensi anziché impegnarsi per il futuro della collettività. Il caso dei falsi titoli di OSS di qualche giorni fa evidenzia come i giovani, non credendo più nella politica, cercano strade alternative ed a volte per la delusione arrivano anche a commettere gesti estremi dettati dalla disperazione.
Non si può certamente criticare, quell’elettorato irritato e determinato che deluso nelle aspettative, dai tradizionali partiti radicati nel territorio, ha visto nella Lega di Matteo Salvini l’ultima possibilità di riscatto di una regione in progressivo regresso, causato dall’inefficienza della classe dirigente che fino ad oggi ha occupato gli scranni di palazzo Campanella. Le ragioni di un possibile successo della Lega in Calabria deriva proprio dalla convinzione e dalla speranza che i risultati positivi conseguiti dal partito di Salvini, nelle regioni amministrate, possano essere raggiunti anche in Calabria con un governo a maggioranza Leghista. Le infrastrutture, l’agricoltura, la viabilità, il turismo, l’industria, la sanità ecc. possono essere valorizzate solo ed esclusivamente attraverso quel protocollo programmatico utilizzato fino ad oggi dalla Lega che ha portato le regioni del Nord ad essere eccellenze nei vari settori compreso quello della sanità che purtroppo ancora oggi rappresenta il punto debole della Calabria e di riferimento per le varie cure degli stessi Calabresi costretti ai cosiddetti viaggi della speranza, proprio a causa della totale inefficienza del sistema sanitario regionale che regala annualmente al settentrione, per le cure dei Calabresi, somme da capogiro (un milione di euro circa).
La Calabria si giocherà l’ultima possibilità di un riscatto economico – finanziario, strutturale – sanitario e sociale mettendo in campo il modus operandi della Lega di Salvini, attraverso coloro i quali hanno assunto i ruoli di dirigenza – organizzativa del partito attraverso una struttura ormai collaudata lontana dalle metodologie fallimentari poste di in essere dai politici che fino ad oggi ci hanno rappresentato”.



