Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) solleva una denuncia circostanziata riguardo alla persistenza delle cosiddette classi pollaio nel sistema scolastico italiano.
Tale fenomeno non viene più inquadrato come una mera criticità di tipo logistico o organizzativo, bensì come una sistematica compressione dei diritti fondamentali che coinvolge sia la popolazione studentesca che il personale scolastico.
L’attuale realtà delle aule sovraffollate e degli spazi inadeguati rappresenta il culmine di decisioni che hanno trasformato l’emergenza in una condizione di normalità. In contesti caratterizzati da numeri ingestibili, la scuola rischia di smarrire la propria funzione educativa e costituzionale, riducendosi a un luogo di gestione contabile a discapito dell’attenzione alla persona, dell’inclusione e degli standard minimi di sicurezza.
Il quadro normativo tra deroghe e sicurezza
Nonostante l’esistenza di una cornice legislativa definita, l’applicazione delle norme appare spesso distorta. Il DPR 81/2009, che disciplina la formazione delle classi, prevede la possibilità di deroghe numeriche entro il limite del 10%. Tali eccezioni, concepite dal legislatore come strumenti straordinari, sono divenute nel tempo una prassi ordinaria che svuota la norma della sua finalità protettiva.
Sul fronte della sicurezza, il D.Lgs. 81/2008 e le normative antincendio per l’edilizia scolastica stabiliscono vincoli precisi per la tutela della salute nei luoghi di studio e di lavoro. Nello specifico, la regola tecnica antincendio fissa un riferimento massimo di 26 persone per aula. Il CNDDU sottolinea come questo limite debba essere considerato una soglia di sicurezza invalicabile e non un parametro da saturare sistematicamente, poiché ogni eccedenza rappresenta un fattore di rischio e una lesione della dignità educativa.
Verso un protocollo nazionale per le classi dignitose
In risposta a queste criticità, il Coordinamento ha presentato al Ministro dell’Istruzione e del Merito, prof. Giuseppe Valditara, una proposta strutturata in un Protocollo nazionale per le classi dignitose. Il documento si articola su tre direttrici essenziali:
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Revisione del sistema delle deroghe: l’utilizzo di flessibilità numerica deve tornare a essere un evento eccezionale, rigorosamente motivato e subordinato all’impossibilità di attuare sdoppiamenti o di reperire spazi supplementari.
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Definizione di una soglia di qualità: si propone l’introduzione di un tetto indicativo di 18 alunni per classe come standard ottimale per garantire la qualità didattica e relazionale. Tale limite dovrebbe subire ulteriori riduzioni in presenza di studenti con disabilità, bisogni educativi speciali o in contesti di fragilità sociale.
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Integrazione tra demografia scolastica e spazio fisico: la formazione dei gruppi classe deve superare la logica puramente numerica per integrare parametri relativi alla metratura reale delle aule, alle condizioni di sicurezza e alla valutazione del rischio.
Prospettive strutturali e diritti umani
L’obiettivo a medio termine indicato dal CNDDU prevede un aggiornamento strutturale del DPR 81/2009 che introduca il parametro del rapporto tra numero di alunni e spazio disponibile. A supporto di tale riforma, si richiede l’istituzione di un fondo nazionale vincolato, destinato specificamente al finanziamento degli sdoppiamenti nelle situazioni di maggiore criticità.
La questione delle classi sovraffollate si configura dunque come un tema di civiltà giuridica e di diritti umani. Il diritto all’istruzione, pilastro della scuola democratica, richiede ambienti idonei che non siano compromessi dal rumore, dal rischio ambientale o dal sovraffollamento, garantendo così il principio di uguaglianza sostanziale sancito dalla Costituzione.



