Il bilancio di fine anno tracciato da Pasquale Tridico delinea un quadro critico per la Calabria, segnato da una gestione dei fondi pubblici definita fallimentare e da un’emergenza sanitaria che non accenna a placarsi.
Durante una conferenza stampa, l’economista ha mosso critiche puntuali all’amministrazione regionale, evidenziando una distanza netta tra le risorse disponibili e i risultati concreti sul territorio.
Fondi europei e infrastrutture al palo
Il dato più allarmante riguarda la capacità di spesa della Regione. Secondo quanto riportato nel Def triennale, la Calabria ha utilizzato appena il 13% degli oltre 3 miliardi di euro stanziati dai fondi europei per il ciclo 2021-2027. Questa situazione di stallo appare paradossale a fronte delle carenze strutturali che affliggono la viabilità e i trasporti.
Le critiche si estendono anche alla gestione dei grandi investimenti nazionali. Viene denunciato lo spostamento di 10 miliardi di euro originariamente destinati all’Alta Velocità e dei 14 miliardi per il Ponte sullo Stretto, risorse che non sono state reindirizzate verso progetti alternativi per Calabria e Sicilia, aggravando ulteriormente il deficit infrastrutturale.
Emergenza sanitaria e nodi politici
La sanità rimane il settore più vulnerabile. La proposta avanzata per superare la crisi attuale non si basa su interventi emergenziali, ma su un piano strutturale che preveda l’assunzione di mille medici attraverso incentivi alla mobilità e soluzioni abitative per attrarre professionisti. Resta centrale il tema della riapertura di presidi ospedalieri storicamente in difficoltà, come quelli di Praia a Mare, Cariati e San Giovanni in Fiore.
Sul piano politico, il clima si fa teso intorno alla Commissione Sanità. La presenza di Filomena Greco è stata indicata come un potenziale conflitto di interessi, una questione definita come un cortocircuito istituzionale che necessita di una risoluzione immediata. A ciò si aggiunge la battaglia annunciata contro l’aumento di assessori e sottosegretari, con ricorsi pronti per presunti vizi di legittimità nelle modifiche statutarie.
La replica della Regione
La risposta della maggioranza non si è fatta attendere. Il vicepresidente della Regione, Filippo Mancuso, ha respinto le accuse definendo le posizioni dell’opposizione come frutto di un “pessimismo cosmico”. Secondo Mancuso, l’attuale amministrazione sta lavorando per la crescita del territorio, contrapponendo i risultati ottenuti a quelle che definisce critiche sterili da parte di chi non vive quotidianamente le dinamiche regionali.
La visione che emerge è quella di una regione a due velocità: da un lato la difesa dell’operato istituzionale, dall’altro la denuncia di un’occasione persa nel gestire risorse che potrebbero cambiare il volto della Calabria.



