Uno spettacolo primordiale, tanto terrificante quanto magnetico, sta tenendo gli abitanti della Sicilia e della vicina Calabria con gli occhi incollati all’orizzonte. Il 2026 si è aperto con una nuova coreografia di fuoco: un fiume incandescente che scivola lungo i fianchi del vulcano, tingendo il cielo notturno di un rosso così intenso da essere chiaramente visibile anche dalle sponde reggine.
I numeri del gigante
Attualmente, il braccio di lava ha scavato il suo percorso fino a toccare i 1.420 metri di altitudine, originandosi da una spaccatura che si è aperta proprio all’interno della suggestiva cornice della Valle del Bove. Secondo gli ultimi rilevamenti effettuati dagli esperti dell’Osservatorio Etneo dell’INGV, il fronte lavico ha raggiunto un’estensione complessiva di circa 2,8 chilometri.
Sebbene la colata sia ancora attiva e alimentata, i vulcanologi segnalano un ritmo di fuoriuscita piuttosto contenuto. Nel frattempo, il cratere Bocca Nuova continua a dare segni di vita con una serie di esplosioni che liberano piccole nuvole di cenere, le quali tendono però a dissolversi velocemente tra le correnti d’alta quota.
Tra meraviglia e sicurezza
Nonostante l’immagine potente della lava che avanza, la situazione appare sotto controllo. La Protezione Civile ha rassicurato la popolazione: al momento non si prevedono pericoli per le case o le strade principali. La colata si trova infatti a circa 5 chilometri di distanza da Fornazzo, il borgo più vicino, e la morfologia del terreno, piuttosto pianeggiante in quel tratto, contribuisce a rallentare la marcia del fuoco.
Il timore principale delle autorità riguarda l’afflusso massiccio di turisti e curiosi. Attratti da una bellezza che fa tremare i polsi, in migliaia si stanno riversando verso le zone panoramiche, rischiando di intralciare le operazioni di monitoraggio o di mettersi in situazioni di pericolo per scattare una foto.
L’Etna si conferma, ancora una volta, un palcoscenico naturale senza eguali, capace di unire in un unico sguardo le due sponde del Sud Italia sotto l’egida di una natura maestosa e imprevedibile.



