A trentaquattro anni dal terribile agguato mafioso che sconvolse la Calabria, Lamezia Terme si è stretta nuovamente attorno alla memoria del sovrintendente capo Salvatore Aversa e di sua moglie Lucia Precenzano. Alla cerimonia, svoltasi nella cattedrale dei santissimi Pietro e Paolo, hanno partecipato i figli della coppia, Walter, Paolo e Giulia, insieme a numerosi parenti e rappresentanti delle istituzioni.
Una vita spesa per la giustizia
La funzione religiosa, celebrata dal cappellano della Polizia di Stato don Alessandro Nicastro, è stata l’occasione per riflettere sull’eredità morale lasciata dai coniugi. Durante l’omelia, il sacerdote ha evidenziato come il loro martirio sia un monito costante contro la cultura del servilismo, sottolineando che la vera giustizia nasce dal coraggio di scegliere quotidianamente la legalità.
Il ricordo del questore Linares
Particolarmente toccanti sono state le parole del questore di Catanzaro, Giuseppe Linares, che ha descritto Aversa come il “poliziotto di strada” per eccellenza. Linares ha ribadito che la morte del sovrintendente — allora alla guida della Squadra di Polizia giudiziaria — rappresenta una ferita che la comunità non può dimenticare, ma che funge da modello per tutti gli operatori delle forze dell’ordine impegnati nel bene comune.
L’omaggio delle istituzioni
Sul corso Numistrano, luogo dove sorgeva la vecchia sede del commissariato, la commemorazione si è conclusa con la deposizione di un cuscino di fiori davanti alla lapide che ricorda il vile attentato del 4 gennaio 1992. Alla cerimonia hanno preso parte le massime autorità civili e militari, esponenti della magistratura, delegati dell’Anps e dei sindacati di polizia, tutti uniti nel rifiuto di ogni forma di violenza criminale.



