La stagione riproduttiva del Fratino (Anarhynchus alexandrinus) è ufficialmente iniziata lungo i litorali calabresi. Il Gruppo LIPU Fratino Calabria ha già individuato i primi nidi dell’anno nei territori comunali di Camini, Santa Caterina dello Ionio e Falerna.
Si tratta di un evento di rilevante valore naturalistico per una specie che trova nelle spiagge sabbiose e negli ecosistemi dunali il proprio habitat d’elezione, contesti oggi sempre più minacciati dalla frammentazione ambientale e dalla pressione antropica.
Vulnerabilità e importanza ecologica della specie
Il Fratino è un piccolo uccello limicolo caratterizzato da una strategia riproduttiva che lo espone a numerosi rischi: nidifica infatti direttamente sulla sabbia, deponendo uova dal piumaggio mimetico in piccole depressioni del terreno. Questa peculiarità rende i nidi quasi invisibili e dunque estremamente suscettibili al calpestio, al passaggio di mezzi meccanici per la pulizia degli arenili e alla presenza di animali domestici non sorvegliati.
Attualmente classificato come specie a rischio di estinzione in Italia, il Fratino funge da fondamentale indicatore ecologico. La sua scelta di nidificare in una determinata area testimonia il buono stato di salute dell’ecosistema costiero. Proteggere questo piccolo volatile significa, di fatto, preservare l’integrità delle dune e l’equilibrio biologico dei litorali.
Il progetto LIFE Alexandro e le aree coinvolte
In questo scenario si inserisce il progetto LIFE Alexandro, un’iniziativa di cooperazione europea tra Italia e Croazia finalizzata alla protezione del Fratino e alla promozione di un modello di gestione costiera che sappia conciliare la conservazione della biodiversità con il turismo sostenibile. In Calabria il progetto si focalizzerà su tre siti di alto valore naturalistico: le dune dell’Angitola, la foce del fiume Neto e i Laghi La Vota.
L’impegno del Gruppo LIPU e la rete di monitoraggio
Costituito nel 2020 su impulso della Sezione LIPU di Rende e del Coordinamento regionale, il Gruppo LIPU Fratino Calabria opera per monitorare gli 880 km di costa della regione. L’obiettivo principale è colmare la carenza di dati scientifici sulla presenza della specie attraverso una rete che include volontari e diverse associazioni locali, tra cui Auser Senza Barriere, La Rete, Baia di Borea APS, I Briganti del Mancuso e Costa Nostra.
L’attività di tutela si avvale anche degli strumenti della citizen science, invitando i cittadini a segnalare eventuali avvistamenti per potenziare la capacità di monitoraggio sul territorio. Parallelamente, viene svolta un’azione di sensibilizzazione verso le amministrazioni locali. All’inizio di ogni stagione, i sindaci dei comuni costieri ricevono indicazioni specifiche sulle misure da adottare per garantire la salvaguardia dei siti riproduttivi.
La presenza del Fratino su una spiaggia non rappresenta solo un dato biologico, ma è la prova tangibile di un ambiente ancora integro. La conservazione di questa specie fragile diventa dunque l’occasione per ripensare le politiche di gestione del demanio marittimo, valorizzando la natura come elemento identitario del territorio calabrese.



