Dopo un silenzio durato oltre sette anni, il Consiglio regionale della Calabria ha riattivato l’iter per la proposta di legge di iniziativa popolare mirata a una drastica spending review istituzionale.
Il testo, che era stato depositato il 27 dicembre 2018 grazie alla firma di oltre 6000 cittadini calabresi, è stato ufficialmente assegnato il 14 gennaio 2026 alla Prima Commissione per il merito e alla Seconda per il parere.
L’iniziativa, nata ai sensi dell’articolo 39 dello Statuto regionale, punta a ricucire lo strappo tra istituzioni e società civile in un territorio profondamente segnato da difficoltà economiche e occupazionali.
Una sforbiciata netta alle indennità di funzione
Il pilastro della riforma risiede nell’articolo 1, che dispone una riduzione del 40% delle indennità di funzione lorde. Il provvedimento non risparmia nessuno: dal presidente della Giunta e del Consiglio fino agli assessori, ai presidenti di commissione e ai singoli consiglieri. L’intento dei promotori è quello di lanciare un segnale di sobrietà, trasformando la percezione dell’attività politica da privilegio a servizio per la collettività.
Ridimensionamento dei gruppi consiliari
L’intervento legislativo prosegue colpendo i fondi destinati ai gruppi consiliari. Gli articoli 2 e 3 prevedono un abbattimento del 40% degli emolumenti, al netto delle spese per il personale. Viene inoltre introdotto un nuovo limite per le assunzioni: la dotazione organica per ciascun consigliere dovrà passare dalla categoria D alla categoria B, riducendo sensibilmente l’impatto economico di strutture che negli anni sono state spesso giudicate eccessivamente onerose.
Il contributo di solidarietà sui vitalizi
Uno dei punti più dibattuti riguarda il trattamento economico degli ex consiglieri. Attraverso gli articoli 4 e 5, la proposta introduce un contributo di solidarietà temporaneo della durata di tre anni. La misura colpirà gli assegni vitalizi superiori ai 18 mila euro annui, seguendo criteri di progressività e allineandosi alle direttive della Conferenza delle Assemblee legislative regionali. I fautori del testo sottolineano come la Calabria sia rimasta indietro rispetto a regioni come Puglia, Lombardia o Veneto, che hanno già recepito simili orientamenti della Corte Costituzionale.
Risorse per il sociale e l’ambiente
La clausola di invarianza finanziaria garantisce che la legge non comporti nuovi oneri, ma generi esclusivamente risparmi. Come previsto dall’articolo 6, i fondi recuperati verranno convogliati in un fondo speciale del bilancio regionale. Queste risorse saranno vincolate al finanziamento di politiche sociali e alla gestione delle emergenze ambientali, trasformando i tagli della politica in investimenti diretti per il benessere del territorio.



