La Regione Calabria inaugura il nuovo anno con una decisa manovra finanziaria per sostenere il comparto sanitario.
Attraverso un decreto dirigenziale pubblicato sul Burc, è stato disposto l’impegno di 280,2 milioni di euro come quota indistinta del Fondo sanitario regionale per il mese di gennaio.
Si tratta di un’operazione che garantisce una boccata d’ossigeno immediata alle Aziende sanitarie e ospedaliere, assicurando la copertura di cassa necessaria per il funzionamento quotidiano delle strutture.
La distribuzione delle risorse vede le Aziende sanitarie provinciali come principali beneficiarie, con un totale di 219,6 milioni di euro. L’Asp di Cosenza riceve la quota maggiore, superando gli 81 milioni, seguita da Reggio Calabria con 55,5 milioni e Catanzaro con 38,2 milioni. Per quanto riguarda le Aziende ospedaliere, spiccano i 26,9 milioni destinati all’AOU Renato Dulbecco e i 17,2 milioni per il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria. Anche l’ente di governance Azienda Zero e il presidio INRCA di Cosenza rientrano nel piano di riparto, confermando la volontà di coprire l’intero perimetro gestionale della regione.
L’intervento non ha solo una valenza contabile, ma risponde a una precisa necessità operativa. Il decreto specifica infatti che l’erogazione è fondamentale per permettere agli enti di onorare il pagamento degli stipendi e dei fornitori, evitando il ricorso a costose anticipazioni di tesoreria. Come sottolineato nel provvedimento, l’obiettivo è garantire l’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza e ridurre gli oneri derivanti dagli interessi moratori, in attesa che si completi il trasferimento delle funzioni di Gestione sanitaria accentrata.
Parallelamente all’immissione di liquidità, la Regione punta a una razionalizzazione della spesa farmaceutica. La Stazione unica appaltante ha infatti aggiudicato un accordo quadro triennale da 48 milioni di euro per la fornitura di farmaci biosimilari. La strategia prevede l’utilizzo prioritario dei prodotti più economici per ogni lotto, pur salvaguardando la libertà prescrittiva del medico. “La continuità terapeutica resta garantita, ma è necessario puntare su alternative a minor costo che mantengano inalterata l’efficacia clinica”, emerge dalle linee guida regionali che accompagnano la riforma. Questa doppia strategia, tra investimenti immediati e risparmi strutturali, delinea il percorso della sanità calabrese per i prossimi mesi.



