L’incubo degli oltre duecento studenti italiani rimasti bloccati a Dubai ha i contorni di un racconto di guerra che ha colpito da vicino le comunità di Frascineto e Castrovillari.
Quello che doveva essere un viaggio-studio si è trasformato in una sequenza di momenti drammatici a causa dell’improvvisa escalation militare tra Stati Uniti e Iran, che ha portato alla chiusura degli spazi aerei e alla cancellazione dei voli internazionali. Tra i giovani coinvolti figurano diversi ragazzi del Liceo Mattei di Castrovillari, costretti a gestire una situazione di estrema emergenza lontano da casa.
Il racconto dei testimoni e la cancellazione dei voli
La crisi è precipitata nel pomeriggio del 28 febbraio, quando i tutor hanno informato il gruppo che il volo della Turkish Airlines diretto a Istanbul, previsto per le ore 2.50, era stato annullato. Mirko Frascino, giovane originario di Frascineto, ha descritto lo smarrimento collettivo seguito alla notizia. “A quel punto tutti si sono destabilizzati, qualcuno ha cominciato a piangere, qualcun altro si è isolato”, ha spiegato il ragazzo, sottolineando come l’atmosfera festosa del viaggio sia svanita in pochi istanti. Per ragioni di sicurezza, i partecipanti sono stati trasferiti dalla struttura Le Méridien verso un altro hotel ritenuto più protetto.
Ore di panico per l’allarme missilistico
Il momento di massima tensione è stato raggiunto durante la notte, quando i dispositivi cellulari degli studenti hanno iniziato a emettere i segnali acustici di allerta per un possibile attacco. “Abbiamo vissuto scene surreali, che siamo abituati a vedere solo nei film”, ha dichiarato Frascino all’Adnkronos, descrivendo il caos scoppiato nei corridoi della struttura. Secondo la testimonianza del giovane calabrese, la paura è diventata tangibile: “La gente ha iniziato a urlare, c’erano bambini in braccio alle madri che gridavano. Sono stati momenti terribili, solo chi li ha vissuti può capire”.
I ragazzi sono stati condotti d’urgenza in un rifugio sotterraneo per proteggersi da eventuali impatti. “Ci hanno portato in una specie di bunker, ci hanno dato un po’ di acqua per farci calmare, e alla fine siamo tornati nelle nostre camere per riposare”, ha aggiunto Frascino. La calma apparente della serata è stata però interrotta nuovamente la mattina successiva, intorno alle ore 9.00, quando sono stati uditi rumori riconducibili a esplosioni in lontananza.
La gestione dell’emergenza e l’attesa del rientro
Nonostante il clima di incertezza, gli studenti del liceo di Castrovillari stanno cercando di mantenere il sangue freddo. Insieme alla compagna di scuola Azzurra, Mirko Frascino sta affrontando l’attesa con spirito di solidarietà. “Ora la situazione sembra essere stabile. Ovviamente cerchiamo di essere positivi e farci coraggio a vicenda perché è l’unica cosa che possiamo fare in questo momento”, ha concluso il giovane. Le autorità diplomatiche sono al lavoro per monitorare la sicurezza dei connazionali e organizzare i corridoi necessari per il rimpatrio non appena le condizioni del traffico aereo lo consentiranno.



