Si chiude finalmente un capitolo drammatico per un giovane che, per troppo tempo, ha vissuto nel terrore tra le mura domestiche. Il Tribunale per i minorenni di Catanzaro ha messo un punto fermo alla vicenda, disponendo l’affidamento esclusivo al padre e sospendendo la responsabilità genitoriale della madre, ritenuta responsabile di gravi episodi di violenza.
L’aggressione con il coltello
Tutto è precipitato un pomeriggio di gennaio, nato da una richiesta semplicissima: uscire a giocare con gli amici. Quella domanda avrebbe scatenato una reazione furiosa della madre, culminata in un colpo sferrato con un coltello da cucina alla gamba del figlio. Il ragazzo è riuscito a salvarsi solo fuggendo nella propria stanza e chiudendosi a chiave, evitando che la situazione degenerasse ulteriormente. All’arrivo dei carabinieri, nell’abitazione è stata rinvenuta l’arma con ancora tracce di sangue.
Un clima di terrore sistematico
Dalle indagini e dalla denuncia presentata dal padre è emerso che quell’aggressione non era un episodio isolato. Il ragazzo era costretto a vivere in una condizione di paura costante, segnato da percosse, morsi e lesioni fisiche gravissime tra cui la frattura del naso avvenuta in una precedente occasione. Questo quadro di violenza sistematica da parte della madre ha spinto l’autorità giudiziaria a intervenire con estrema urgenza per tutelare l’integrità del minore.
Un nuovo inizio
Valutata la gravità della documentazione acquisita, i giudici hanno stabilito che il ragazzo fosse collocato stabilmente presso il padre, figura ritenuta idonea a garantirgli quella protezione e stabilità che gli erano state negate. Mentre il procedimento penale prosegue nelle sedi competenti per accertare le responsabilità della donna, per il giovane è finalmente finito l’incubo. Oggi ha iniziato un percorso di recupero in un ambiente familiare sano, ritrovando quella serenità e sicurezza necessarie alla sua crescita.



