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Studenti calabresi bloccati a Dubai: volo speciale per il rientro dopo ore di paura nei bunker

Potrebbe concludersi già nelle prossime ore l’odissea dei circa 200 giovani italiani rimasti bloccati negli Emirati Arabi Uniti. Gli studenti, che si trovavano a Dubai per un progetto formativo di simulazione diplomatica organizzato dalla World Student Connection, sono rimasti isolati a causa dell’improvvisa chiusura dello spazio aereo, decisa in seguito alle gravi tensioni internazionali nell’area del Golfo Persico.

La svolta della Farnesina

A sbloccare la situazione è stato l’intervento diretto del Ministero degli Esteri. Durante un’audizione parlamentare, il ministro Antonio Tajani ha confermato che, grazie a un accordo con le autorità locali, domani verrà messo a disposizione un volo speciale Abu Dhabi-Milano. Il velivolo sarà dedicato interamente al gruppo di minorenni, garantendo loro un ritorno sicuro in Italia dopo giorni di incertezza.

Il racconto dalle zone di crisi

Le testimonianze raccolte nelle ultime ore descrivono momenti di forte apprensione a partire dalle parole della dirigente del Convitto Galluppi, Cinzia Scozzafava, la quale ha riferito che i ragazzi hanno dovuto rifugiarsi nei bunker degli hotel al suonare delle sirene d’allarme. A queste voci si aggiunge quella di Mirko, uno studente di Frascineto, che ha descritto scene da film e momenti di panico durante i trasferimenti d’emergenza, sottolineando come il gruppo stia cercando di farsi coraggio a vicenda in attesa del decollo. Nonostante il clima teso, la Farnesina ha assicurato che il Console Generale a Dubai è in contatto permanente con i tutor e che tutti i giovani sono attualmente ospitati in strutture alberghiere sicure.

Un progetto formativo trasformato in realtà

Il programma era nato per insegnare ai ragazzi le basi della diplomazia internazionale ma, paradossalmente, gli studenti si sono ritrovati a vivere in prima persona una delle crisi geopolitiche più delicate degli ultimi anni. Le famiglie in Calabria, inizialmente in preda alla rabbia e all’ansia, attendono ora con speranza il decollo del volo che riporterà i propri figli a casa, lontano dai boati delle esplosioni che hanno scosso i cieli sopra Dubai.