La 76ª edizione del Festival della Canzone Italiana si è conclusa con la vittoria di Sal Da Vinci, un risultato che ribadisce il valore del Teatro Ariston come fulcro della narrazione musicale nazionale.
Oltre alle esibizioni canore, la kermesse ha visto protagonista l’eccellenza artigiana della maison calabrese guidata da Michele Affidato, affiancato dal figlio Antonio. Le loro opere hanno trasformato i riconoscimenti in simboli di memoria e merito, scandendo i momenti più significativi della manifestazione.
I premi della critica e della sala stampa
La serata finale ha visto l’assegnazione di prestigiosi trofei realizzati dalla maison orafa. Il Premio della Critica “Mia Martini” è stato conferito a Fulminacci per il brano “Stupida Sfortuna”, mentre a Serena Brancale, in gara con “Qui con me”, è andato il Premio Sala Stampa “Lucio Dalla”.
Per quanto riguarda le Nuove Proposte, si è distinta Angelica Bove, che con il brano “Mattone” ha ottenuto un doppio riconoscimento, confermandosi tra le rivelazioni di questa edizione 2026. Il “Premio Enzo Jannacci – Nuovo IMAIE” è stato invece attribuito a Mazzariello per la canzone “Manifestazione d’Amore”, a testimonianza della costante attenzione del Festival verso i talenti emergenti provenienti dai circuiti di Sanremo Giovani e Area Sanremo.
Riconoscimenti ai professionisti e nuovi linguaggi
L’attività dei maestri Affidato ha riguardato anche coloro che operano lontano dalle telecamere. Attraverso i Premi “Dietro le Quinte”, sono stati valorizzati professionisti come Leopoldo Lombardi, Daniele Mignardi, Piero Cassano e Jessica Giglio.
Negli spazi di Casa Sanremo, il “Soundies Awards” per il miglior videoclip è stato consegnato al vincitore Sal Da Vinci per il brano “Per sempre sì”. Parallelamente, presso gli studi di Radio Italia, sono stati conferiti i premi della F.I.P.I. a Mario Luzzatto Fegiz e Mario Volanti, in segno di riconoscimento per il loro costante impegno nella diffusione della cultura musicale italiana.
Musica tra impegno civile e spiritualità
Il Festival ha dedicato ampio spazio a tematiche di rilievo sociale. Il “Premio Carolina Picchio”, volto alla sensibilizzazione contro il cyberbullismo, è stato assegnato a Nicolò Filippucci per il testo di “Laguna”. Michele Affidato, nel suo ruolo di Ambasciatore Nazionale di UNICEF Italia, ha inoltre promosso a Casa Sanremo un momento di riflessione sui diritti dell’infanzia e sull’educazione inclusiva, un appuntamento che si rinnova ormai da sei anni.
La musica come strumento di coscienza civile è stata celebrata anche attraverso il contest “Musica Contro le Mafie – Music for Change”, il cui premio, realizzato da Antonio Affidato, è andato a Rossana de Pace. In ambito spirituale, il riconoscimento del “Christian Music – Festival della Canzone Cristiana” è stato attribuito a Marco Celauro per il brano “Il tuo amore”.
Il valore dell’arte nel racconto del Festival
Il legame tra l’arte orafa e la kermesse canora rappresenta un ponte tra creatività e società. Ogni creazione punta a rendere tangibile l’emozione sprigionata dalle note sul palco.
“Sono profondamente onorato di aver potuto offrire anche quest’anno il nostro contributo al Festival della Canzone Italiana. Ogni opera nasce dal desiderio di rendere visibili le emozioni che la musica genera. Arte e musica condividono la stessa missione: creare bellezza e lasciare un segno positivo nella società”, ha dichiarato Michele Affidato a chiusura dell’evento.



