L’adolescenza rappresenta il periodo cruciale per la costruzione dell’identità, un passaggio in cui sogni e scelte iniziano a dare forma al domani.
In questo contesto, garantire pari opportunità significa offrire a ogni giovane le medesime possibilità di espressione e crescita, eliminando barriere e pregiudizi. Muovendo da tale presupposto, il Comune di Castrolibero, in collaborazione con la Commissione per le Pari Opportunità presieduta da Loredana De Marco, ha promosso un incontro di riflessione presso la Sala Tito del Quotidiano.
L’evento è stato dedicato al pensiero della dottoressa Maria Rita Parsi, psicoterapeuta che ha dedicato la sua carriera alla tutela dei minori.
Il ruolo delle istituzioni e il valore dell’ascolto
L’incontro ha visto la partecipazione di figure istituzionali e professionisti uniti nell’obiettivo di costruire un presente più equo. Raffaella Ricchio, Assessora alla Pubblica Istruzione del Comune di Castrolibero, ha chiarito la portata del messaggio lanciato dall’amministrazione: «La scelta di affrontare il tema delle pari opportunità in adolescenza rappresenta un segnale importante che noi, da Castrolibero, mandiamo ai nostri giovani». Ricchio ha inoltre specificato come sia compito di istituzioni, scuola e mondo dello sport offrire supporto concreto contro le discriminazioni, sottolineando che l’iniziativa serve a «dare un segnale concreto di presenza».
Loredana De Marco ha confermato come l’investimento sulle nuove generazioni sia un investimento sulla comunità intera. Il ricordo di Maria Rita Parsi è servito come richiamo alla responsabilità collettiva nel sostenere i ragazzi durante il loro percorso di maturazione.
Diritti, famiglia e cultura per superare le asimmetrie
Il dibattito ha approfondito gli aspetti legali e pedagogici della parità. Francesca Bruno, avvocato del Foro di Cosenza e Giudice Onorario del Tribunale per i Minorenni, ha definito il concetto cardine della giornata: «Parità significa avere gli stessi diritti e le stesse opportunità come persona, al di là del colore, del genere o di qualsiasi appartenenza». Secondo Bruno, questo principio deve diventare una prassi quotidiana all’interno di ogni istituzione.
Dal punto di vista psicologico, Marco Piccolo ha analizzato l’importanza del nucleo familiare, definendolo la radice privilegiata per la formazione dei modelli educativi. È proprio tra i 10 e i 15 anni che le asimmetrie sociali possono consolidarsi, rendendo fondamentale il supporto emotivo: «La sicurezza psicologica è il presupposto della libertà», ha dichiarato lo psicologo.
Educazione e consapevolezza come motori del cambiamento
Il docente Cosimo Ascente ha poi posto l’accento sulla necessità di intervenire in tutti gli ambiti educativi per “rimescolare le carte” e ridurre le disuguaglianze invisibili che si formano durante la fase critica dell’adolescenza. In chiusura, Nicoletta Perrotti, Assessora alla Cultura, ha ribadito come la cultura sia lo strumento primario per educare al rispetto dell’altro e alla valorizzazione delle differenze. Attraverso il dialogo e la consapevolezza, il principio delle pari opportunità può trasformarsi in un autentico percorso di crescita civile per l’intera società.



