La tensione nelle aree collinari a sud di Cosenza cresce a causa della recente installazione di un imponente traliccio alto oltre 28 metri.
Giacomo Mancini, esponente della direzione del Pd Calabria, ha fatto visita ai residenti di contrada Cozzo San Lorenzo, raccogliendo il malessere di una comunità che si sente ignorata dalle istituzioni locali. La struttura sorge a poche decine di metri dalle abitazioni, in un’area dove le priorità espresse dai cittadini erano di natura ben diversa.
La denuncia di Mancini sulla gestione del territorio
Durante l’incontro con il Comitato per la tutela e la valorizzazione dell’area collinare, Mancini ha messo in evidenza il paradosso delle richieste inevase dei residenti di Cozzo Presta, Cozzo San Lorenzo, Cozzo del Monaco, Timpone degli Ulivi, Sant’Elia, Fiego e Ciomma – Bernardini. Molte di queste zone attendono da anni interventi strutturali primari.
«In diverse contrade chiedevano una rete fognaria. E invece si sono ritrovati un traliccio che fa paura» ha sottolineato l’ex parlamentare socialista. Riferendosi alle oltre 200 famiglie che risiedono tra Porta Piana e Donnici, Mancini ha aggiunto: «Oggi sono furiose perché a pochi metri da casa è stato posizionato un traliccio di 28 metri: gigante, minaccioso e, secondo loro, pericoloso per la salute».
Mancanza di confronto e vincoli paesaggistici
Il fulcro della polemica riguarda il metodo adottato dall’amministrazione comunale nell’autorizzare l’opera. Secondo quanto riportato, non ci sarebbe stato alcun dialogo preventivo con la popolazione locale per fornire chiarimenti o garanzie sulla sicurezza dell’impianto.
«Il Comune di Cosenza ha autorizzato l’installazione senza parlare con nessuno. Zero confronto. Zero spiegazioni. Zero rassicurazioni» ha denunciato Mancini. Nonostante le segnalazioni dei residenti riguardanti la presenza di un vincolo paesaggistico nell’area, le risposte ottenute da Palazzo dei Bruzi non sono state ritenute soddisfacenti: «Risultato? Caruso si è limitato a stringersi nelle spalle».
La battaglia legale del Comitato
Di fronte al silenzio istituzionale, i cittadini si stanno organizzando per vie legali. La preparazione di un ricorso appare come l’ultima spiaggia per ottenere la tutela dei propri diritti e della salute pubblica. La Presidente del comitato, Paola Presta, ha confermato la determinazione dei residenti nel pretendere trasparenza.
«Continuiamo ad attendere le risposte che, nonostante l’incontro condiviso e i solleciti legali da noi inviati, non sono ancora arrivate. Questa assenza di riscontro lascia in sospeso una situazione che meriterebbe invece chiarezza e rispetto reciproco. Pretendiamo di sapere cosa abbiamo vicino casa e a cosa andiamo incontro» ha dichiarato Paola Presta.
Il richiamo alla democrazia partecipata
Mancini ha concluso l’incontro criticando aspramente l’atteggiamento dell’amministrazione, definendolo distante dalle reali necessità di partecipazione democratica che dovrebbero guidare il governo di una città.
«Una comunità deve partecipare alle scelte che riguardano la sua vita, soprattutto quando c’è di mezzo la salute. La democrazia partecipata è un metodo di governo, non uno slogan. Basta arroganza, basta supponenza, basta atteggiamenti da marchese del Grillo: io sono io e voi non siete niente» ha affermato Mancini, chiudendo con un monito: «Cosenza merita di meglio».



