HomeEconomiaEconomia e LavoroGli idonei calabresi scrivono a Giorgia...

Gli idonei calabresi scrivono a Giorgia Meloni: «Non si perda l’occasione di dare un futuro a ciascuno di noi”»

Un gruppo di oltre mille idonei ai concorsi pubblici in Calabria ha deciso di rivolgersi direttamente alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Attraverso una lettera aperta, i candidati sollecitano un intervento governativo a sostegno della proposta di legge regionale, presentata dalla Lega, mirata a favorire lo scorrimento delle graduatorie e l’assunzione di chi ha superato le prove selettive senza però ottenere ancora un posto di lavoro.

Il documento sottolinea la necessità di dare un futuro lavorativo a figure professionali qualificate in un territorio caratterizzato da gravi carenze di organico. La missiva richiama la responsabilità della premier non solo come capo del governo, ma anche come leader del principale partito italiano, affinché non venga disperso il potenziale di cittadini pronti a servire le istituzioni.

Il fabbisogno di personale e le critiche alla gestione regionale

Secondo i dati riportati nella lettera, la Calabria affronta una fase di forte carenza di personale che attraversa trasversalmente la sanità, i servizi amministrativi, i comuni e gli enti regionali. Nonostante questa necessità strutturale, la proposta di legge finalizzata allo sblocco delle assunzioni non avrebbe ricevuto il sostegno politico atteso da parte della maggioranza regionale.

Gli idonei esprimono rammarico per il comportamento dei rappresentanti locali di Fratelli d’Italia, evidenziando come, paradossalmente, il supporto sia giunto da forze di opposizione quali Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, pur trattandosi di un’iniziativa legislativa nata all’interno del centrodestra. La mobilitazione dei candidati è stata momentaneamente sospesa per evitare strumentalizzazioni, ma la lettera chiarisce che l’eventuale mancata approvazione della legge peserà sulle responsabilità di chi detiene il potere esecutivo a Catanzaro e a Roma.

Il ruolo della magistratura e l’appello alla sottosegretaria Ferro

Nel testo viene dato ampio risalto anche ai risvolti giudiziari che hanno interessato alcune procedure concorsuali. Gli autori affermano che i casi in cui è stata ottenuta giustizia sono da attribuire esclusivamente all’intervento dei magistrati, i quali hanno censurato violazioni riscontrate negli iter amministrativi.

Viene inoltre citato il tentativo di dialogo con la sottosegretaria all’Interno, Wanda Ferro. Gli idonei riferiscono di aver cercato un confronto pubblico con la rappresentante del governo per ottenere supporto alla loro causa, senza tuttavia ricevere alcun riscontro ufficiale. Questa mancanza di dialogo viene interpretata come un segnale di distanza tra le istituzioni e le necessità dei cittadini.

La richiesta di partecipazione democratica contro l’illegalità

La lettera si conclude con una riflessione sul valore della legalità e della democrazia partecipata in una regione complessa. Rivendicare con civiltà un diritto, secondo i firmatari, rappresenta un atto di resistenza in un contesto in cui la criminalità organizzata continua a sottrarre spazi di sovranità allo Stato.

L’appello finale è rivolto non solo a Giorgia Meloni, ma a tutti i parlamentari e consiglieri regionali eletti in Calabria. Gli idonei chiedono alla politica di recuperare la propria funzione di rappresentanza e sensibilità, avvertendo che ignorare tali istanze significherebbe interrompere il legame di sintonia con il popolo e con chi crede ancora nel merito e nelle regole del pubblico impiego.