Il via libera definitivo del Senato al disegno di legge sulla tutela dei minori in affidamento segna un mutamento significativo nella gestione di un comparto estremamente sensibile. Il provvedimento introduce nuovi meccanismi di controllo e strumenti volti a garantire la massima trasparenza in un ambito che, come dimostrato dalle cronache recenti, necessita di regole stringenti e monitoraggi costanti.
Secondo la senatrice della Lega Tilde Minasi, l’approvazione rappresenta un passaggio fondamentale. «Si tratta di un risultato fortemente voluto dalla Lega, che da sempre considera la tutela dei minori una priorità assoluta, e su cui anche Matteo Salvini è intervenuto più volte con grande attenzione e sensibilità» ha dichiarato la senatrice, sottolineando come la presenza dello Stato debba manifestarsi attraverso strumenti chiari e verifiche puntuali quando si tratta di proteggere bambini e ragazzi in condizioni di fragilità.
I nuovi strumenti di controllo e il registro nazionale
Il cuore della normativa risiede nel potenziamento della vigilanza sul sistema degli affidamenti. Il testo prevede infatti la creazione di un registro nazionale delle famiglie affidatarie, delle comunità e degli istituti, a cui si affiancherà il registro dei minori collocati presso i tribunali. A coordinare l’attività di analisi e segnalazione sarà un apposito Osservatorio nazionale con compiti di monitoraggio.
L’obiettivo dichiarato è quello di eliminare le zone d’ombra che hanno caratterizzato il settore in passato. «La normativa approvata rappresenta un intervento necessario, perché mette ordine in un sistema che ha bisogno di trasparenza, responsabilità e verifiche puntuali» ha precisato Minasi, evidenziando come in questa materia non siano ammissibili leggerezze o sottovalutazioni.
La valutazione dell’impatto psicofisico e il distacco familiare
Nonostante il progresso segnato dai nuovi registri, il dibattito parlamentare si sposta ora verso la gestione pratica dei collocamenti extrafamiliari. La maggioranza ha presentato un ulteriore disegno di legge finalizzato a imporre ai giudici una valutazione più approfondita prima di disporre l’allontanamento di un minore dal proprio nucleo.
L’orientamento è quello di spingere i magistrati a ponderare il beneficio derivante dall’interruzione di una situazione di pregiudizio rispetto alle conseguenze psicofisiche che il distacco dall’ambiente familiare può causare. Questa analisi dovrà avvalersi del supporto di specialisti privi di conflitti di interesse, con lo scopo di evitare distorsioni legate a dinamiche economiche all’interno del sistema di accoglienza delle case-famiglia.
Continuità affettiva e il nodo delle lunghe permanenze in struttura
Un altro tema centrale riguarda la revisione della legge del 2015 sulla continuità affettiva. La proposta avanzata dalla senatrice Minasi punta a correggere le disparità applicative riscontrate nei diversi tribunali minorili, specialmente in merito alle istanze di adozione presentate dalle famiglie affidatarie. L’intento è fornire strumenti legali per opporsi ai dinieghi e garantire al minore il diritto di mantenere legami stabili con le figure di riferimento.
Resta infine aperta la questione delle istituzionalizzazioni prolungate. «Non è accettabile che vi siano bambini e ragazzi lasciati troppo a lungo in comunità educative in assenza di un progetto attuale e definito» ha concluso la senatrice, ribadendo che la permanenza nelle strutture non può trasformarsi in una condizione a tempo indeterminato, priva di una prospettiva certa per il futuro dei giovani coinvolti.



