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Consorzio Unico di Bonifica: Madeo chiede garanzie per i TFR e stop allo “smarcamento” della Regione

La riforma dei Consorzi di Bonifica in Calabria continua a far discutere, sollevando critiche feroci e preoccupazioni sociali.

Al centro della polemica c’è la posizione di Rosellina Madeo, che lancia un monito chiaro alla Cittadella: la Regione non può e non deve recidere il “cordone ombelicale” con l’ente di bonifica, specialmente quando in gioco c’è il futuro economico di centinaia di famiglie.

Il dramma degli ex dipendenti e il nodo TFR

La preoccupazione principale riguarda gli ex dipendenti del Consorzio ormai in quiescenza. Persone che, dopo una vita di lavoro, si ritrovano bloccate in un limbo burocratico in attesa della liquidazione del proprio TFR.

“È doveroso dare risposte concrete a queste famiglie,” dichiara Madeo. “In un periodo storico in cui il costo della vita è alle stelle e il rincaro dei carburanti trascina al rialzo l’intera filiera dei consumi, non è accettabile che il frutto di anni di sacrifici resti congelato.”

No all’indipendenza “selvaggia”: il ruolo di vigilanza

Il dibattito si è acceso in Commissione Agricoltura, dove è stata rinviata la proposta di legge mirata a modificare la L.R. n. 39/2023 (quella che ha istituito il Consorzio Unico calabrese). Secondo Madeo, il tentativo della Regione di smarcarsi dalle proprie funzioni di controllo in favore di una totale indipendenza dell’ente è un passo indietro pericoloso e, potenzialmente, incostituzionale.

I punti critici sollevati riguardano:

  • La responsabilità politica: La Regione, dopo aver scelto la strada dell’accentramento, non può abdicare al suo ruolo di garante.

  • I profili di incostituzionalità: La proposta di legge presentata presenterebbe diverse criticità rispetto ai principi costituzionali, come rilevato durante i lavori della commissione.

  • La garanzia finanziaria: Senza il controllo e il supporto regionale, il rischio è che le pendenze economiche (come i TFR) rimangano senza copertura certa.

Un legame necessario

“Il legame tra Regione e Consorzio non deve essere vissuto come un limite, ma come una garanzia,” conclude Madeo. La richiesta è dunque quella di mantenere fermo il ruolo di vigilanza e di non lasciare che il nuovo assetto amministrativo diventi un pretesto per abbandonare i lavoratori e i pensionati al loro destino.

La battaglia politica resta aperta: l’opposizione alla riforma, così come concepita nelle ultime modifiche, si preannuncia dura, con l’obiettivo di rimettere al centro i diritti dei cittadini e la legalità costituzionale.