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Dalla Calabria all’Africa e di nuovo a casa: la cicogna Marta sta tornando

C’è un battito d’ali che attraversa i continenti e porta con sé una gioia immensa: Marta sta tornando a casa. La Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli) ha annunciato con il cuore colmo di emozione l’inizio del viaggio di ritorno di una delle cicogne più amate della nostra terra, simbolo di un progetto che unisce ricerca scientifica e profonda dedizione volontaria.

Un nome che è un’eredità

Marta non è una cicogna qualunque. Il suo nome è un omaggio a Marta Fabris, la prima, storica volontaria della Lipu. Un legame ideale tra chi ha dedicato la vita alla protezione degli uccelli e questa creatura che oggi solca i cieli monitorata dalla tecnologia più avanzata.

Il lungo viaggio: dal Sahel alla Calabria

Inanellata lo scorso anno in Calabria con il codice PA733 e dotata di un sofisticato sistema GPS (grazie a un progetto ISPRA in collaborazione con Lipu ed e-distribuzione), Marta aveva intrapreso la sua avventura migratoria il 3 agosto 2025.

Da allora, il suo volo l’ha portata a superare ostacoli immensi: il Mediterraneo, l’infinito deserto del Sahara, fino a raggiungere il Sahel. Tra Niger, Ciad e Nigeria, la giovane cicogna ha trascorso i mesi invernali, facendosi forza per la grande sfida che l’attendeva.

Il “Grande Salto” verso l’Europa

Il segnale del GPS ha parlato chiaro: il 17 marzo, alle soglie della primavera, Marta ha spiegato nuovamente le sue grandi ali. Dalle zone di svernamento si è spinta verso le coste libiche, punto nevralgico per quello che i ricercatori definiscono il “grande salto”: il sorvolo del mare aperto verso l’Europa.

La sua rotta è tracciata verso nord, verso quella Piana di Sibari dove è nata e dove migliaia di sue simili hanno trovato un habitat ideale grazie ai progetti di conservazione.

La gioia della Lipu

“È un momento di pura felicità,” fanno sapere dalla Lipu. Vedere Marta tornare sana e salva, dopo aver attraversato pericoli e distanze siderali, conferma l’importanza della tutela dei corridoi migratori. La Calabria si conferma ancora una volta una terra d’accoglienza, una “casa tra i cieli” per queste creature straordinarie.

Ora non resta che attendere di vederla apparire all’orizzonte, con il suo anello identificativo e quel volo maestoso che racconta una storia di libertà e di ritorno alle radici.