Per un calabrese fuori sede, la Pasqua non è solo una festività sul calendario, ma un richiamo ancestrale. È il profumo delle “sgute” appena sfornate, l’abbraccio dei genitori alla stazione o in aeroporto, e quel senso di appartenenza che nessuna distanza può scalfire. Tuttavia, quest’anno, il desiderio di onorare le tradizioni e riabbracciare i propri cari rischia di scontrarsi con una realtà amara: il caro voli e il rincaro dei trasporti.
Un biglietto che vale quanto un mutuo
Basta scorrere i siti di prenotazione per rendersi conto dell’emergenza. Per un volo aereo o un tragitto in treno verso gli scali di Lamezia Terme, Reggio Calabria o le principali stazioni della regione, i prezzi hanno toccato vette vertiginose. “Per tornare a casa sembra quasi di dover accendere un mutuo”, è il commento amaro che rimbalza sui social tra i tanti studenti e lavoratori che vivono al Nord o all’estero.
Tariffe che triplicano in prossimità delle feste, trasformando un diritto alla mobilità in un privilegio per pochi. Una situazione che si ripete ciclicamente, ma che quest’anno appare ancora più gravosa.
L’affetto dei calabresi: un “target” per il mercato?
C’è un aspetto che rende questa dinamica ancora più dolorosa: la consapevolezza che i calabresi farebbero di tutto pur di non mancare all’appuntamento con la famiglia. Le compagnie di trasporto sembrano conoscere bene questo legame viscerale. Sappiamo che il richiamo della terra è fortissimo e che, pur di sedersi a quella tavola imbandita per la domenica di Pasqua, molti sono disposti a sacrifici economici importanti.
È proprio questa “affezione” incondizionata che, paradossalmente, sembra alimentare logiche di prezzo spietate. Il calabrese non rinuncia, si organizza, risparmia mesi prima, affronta viaggi infiniti in autobus o in auto pur di esserci.
Il diritto di tornare a casa
Mentre la politica discute spesso di continuità territoriale e infrastrutture, la realtà dei fatti parla di una regione che resta difficile da raggiungere se non a costi proibitivi. Il ritorno per le festività non dovrebbe essere una corsa a ostacoli economica, ma un momento di serenità garantito a chi ha dovuto lasciare la propria terra per necessità, ma non ha mai smesso di amarla.
Nonostante i prezzi proibitivi, le stazioni e gli aeroporti si popoleranno comunque di sorrisi e valigie piene di sogni. Perché, alla fine, per un calabrese, il valore di un abbraccio a casa varrà sempre più di qualsiasi biglietto, anche se il costo è diventato ormai insostenibile.



