La definizione dei nuovi percorsi di cura presso il Presidio Ospedaliero di Corigliano-Rossano ha ricevuto un’accelerazione decisiva a seguito del sopralluogo effettuato lunedì 30 marzo 2026.
All’incontro hanno preso parte il Commissario Straordinario dell’Asp di Cosenza, Vitaliano De Salazar, il Capo Dipartimento interaziendale di Ostetricia e Ginecologia, dottor Scarpelli, la referente sanitaria dottoressa Bernardi e l’Ufficio Tecnico, insieme alla coordinatrice infermieristica e al personale del reparto. La visita ispettiva ha permesso di stabilire modifiche strutturali finalizzate a innalzare i livelli di sicurezza per le partorienti e i neonati, delineando un cronoprogramma immediato per il trasferimento delle unità operative.
Cronoprogramma dei trasferimenti e continuità assistenziale
Il piano di riorganizzazione prevede che il trasferimento del reparto di Ostetricia e Ginecologia avvenga tra giovedì e venerdì prossimi. Le operazioni sono state pianificate per garantire la totale continuità del servizio, evitando qualsiasi interruzione nelle attività di assistenza.
Successivamente, nella giornata di sabato 4 aprile, il presidio di Corigliano accoglierà i reparti di Oncologia, Ematologia e Pneumologia di secondo livello. Il completamento di questa fase è previsto entro il mese di aprile con l’attivazione, sempre presso la struttura di Corigliano, degli ambulatori di Gastroenterologia attrezzati per l’esecuzione di esami diagnostici quali colonscopie e gastroscopie.
La distinzione tra poli medici e chirurgici
L’assetto definitivo della struttura ospedaliera si fonda sulla creazione di due poli distinti per area di specializzazione. Secondo quanto stabilito dalla Direzione Sanitaria e dall’Ufficio Tecnico aziendale, il presidio di Corigliano assumerà una connotazione prevalentemente medica, mentre quello di Rossano sarà dedicato all’area chirurgica. Questa suddivisione risponde a una logica di ottimizzazione delle risorse e dei percorsi interni. La scelta di procedere in questa fase non è stata dettata da ritardi gestionali, bensì da una specifica prudenza sanitaria necessaria per garantire che ogni passaggio avvenga nella massima tutela dei pazienti e degli operatori.



