Una celebrazione segnata da una profonda spiritualità e da messaggi di grande impatto quella presieduta da Papa Leone XIV in occasione del Venerdì Santo al Colosseo. Il rito, iniziato alle 21.15 dopo la liturgia della Passione celebrata nel pomeriggio nella Basilica di San Pietro, ha visto l’introduzione di una novità dal rilevante valore simbolico: il Santo Padre ha scelto di portare personalmente la croce per tutte le quattordici stazioni del percorso.
Il momento centrale della serata è stato caratterizzato dalle parole nette del Pontefice rivolte a chi detiene il potere decisionale sulle sorti del mondo. Papa Leone XIV ha espresso un richiamo alla responsabilità morale individuale, affermando con decisione che “chi decide le guerre ne risponderà davanti a Dio”. Tale dichiarazione conferma l’orientamento di un pontificato che intende denunciare costantemente la violenza e il rifiuto di ogni giustificazione religiosa per i conflitti armati.
La partecipazione dei fedeli e il contributo di padre Francesco Patton
L’affluenza al Colosseo è stata imponente, con oltre 22.000 fedeli che hanno riempito l’area circostante l’anfiteatro Flavio, secondo i dati forniti dalle autorità competenti. La numerosa presenza di pellegrini e turisti testimonia come la Via Crucis continui a rappresentare uno degli eventi più sentiti e suggestivi della Settimana Santa romana.
Le riflessioni che hanno scandito le tappe della croce sono state affidate a padre Francesco Patton, già Custode di Terra Santa. La scelta dell’autore ha conferito alle meditazioni una profondità particolare, legata alle attuali tensioni in Medio Oriente. I testi hanno intrecciato il racconto della Passione con le tragedie contemporanee, trasformando ogni stazione in una richiesta di pace e in una riflessione sulla sofferenza umana.
La liturgia della Passione e il rifiuto della violenza strumentale
Le celebrazioni della giornata erano iniziate nel pomeriggio all’interno della Basilica di San Pietro. Durante la liturgia della Passione del Signore, era già emerso il tema portante dell’intero Venerdì Santo: la ferma opposizione a una fede piegata a interessi militari o politici. Il Pontefice ha ribadito che Dio non può essere invocato per legittimare atti di violenza, ponendo la verità e la responsabilità civile al centro del messaggio cristiano.
La Via Crucis si è conclusa come un appello universale che trascende i confini della pratica religiosa. Nel luogo che storicamente simboleggia il martirio, Papa Leone XIV ha trasformato il rito in un monito rivolto alla coscienza globale, sottolineando il peso morale che grava su chiunque decida il destino dei popoli attraverso l’uso delle armi.



