Trovare l’angolo giusto per Pasquetta in Calabria è un’arte: la sfida è schivare la folla dei soliti prati e trovare quel mix perfetto tra natura selvaggia e storia. Esistono gemme poco battute, lontane dai circuiti di massa, dove la scampagnata con la famiglia e gli amici diventa un’esperienza diversa dal solito, immersa in scenari che spaziano dai boschi mistici delle Serre ai canyon di arenaria rossa.
Meta descrizione: Cinque itinerari alternativi per Pasquetta in Calabria tra i boschi di Serra San Bruno, le grotte di Verzino, la Valle dell’Argentino e il canyon di Zagarise.
Il sentiero dell’Archifòro a Serra San Bruno
Uno dei percorsi più suggestivi del Parco Naturale Regionale delle Serre si snoda tra boschi di faggi e abeti bianchi monumentali. Il Sentiero dell’Archifòro è un anello che permette di scoprire la Pietra del Signore, un enorme monolito di granito immerso in un’atmosfera quasi mistica. Questa destinazione è indicata per chi cerca ombra e aria purissima. Al termine della camminata, è possibile visitare l’esterno della Certosa di Serra San Bruno o usufruire delle aree attrezzate vicine per il picnic.
Tra Gerace e l’Aspromonte: dai Geo-parchi ai monoliti
I dintorni di Gerace offrono diverse possibilità nel Parco Nazionale dell’Aspromonte, oggi Geo-parco Unesco. Tra le opzioni di trekking spicca il percorso dal Passo Ropolà alle gole del San Paolo, lungo 13 chilometri, o l’itinerario verso il Geosito Monte Tre Pizzi a Ciminà, che culmina ai ruderi dell’antica chiesa dei Santi Pietro e Paolo a 700 metri di altitudine.
A circa 40 chilometri da Gerace, nel territorio di San Luca, si trova Pietra Cappa. Si tratta di un monolito ritenuto tra i più grandi d’Europa, che occupa 4 ettari e si eleva per oltre 130 metri. La Valle dei Sassi grossi, dove risiede il gigante di pietra, è raggiungibile dalla statale 106 imboccando l’uscita per San Luca.
La natura selvaggia della Valle dell’Argentino
Nel versante del Pollino che sovrasta l’alto Tirreno cosentino, la Riserva Naturale Orientata del Fiume Argentino rappresenta una delle aree più incontaminate della regione. Il paesaggio è caratterizzato da pareti rocciose e piccole vallate solcate da un corso d’acqua limpido che confluisce nel fiume Lao. Tra gli elementi più iconici dell’area protetta figura la Pietra Campanara, una stele calcarea situata nella zona più elevata. Il territorio è inoltre l’habitat ideale per il lupo e il capriolo autoctono.
Escursione alle grotte di Verzino e trekking fluviale
Nell’alto crotonese, il borgo di Verzino offre un itinerario che unisce archeologia e natura. Partendo dal centro storico, un sentiero di 5 chilometri conduce a un insediamento rupestre di epoca bizantina, un tempo abitato dai monaci basiliani. L’itinerario include la visita al Museo della Speleologia e si conclude con un trekking fluviale lungo le gole e le cascate del fiume Vitravo.
Per chi desidera estendere la visita, i dintorni offrono i Calanchi di Cutro e il Geosito dei Diapiri Salini di Zinga. Quest’area permette di scoprire anche le tradizioni arbëreshë del borgo di Pallagorio e di degustare i prodotti tipici locali come il Pecorino Crotonese DOP e il pane tradizionale.
Il Canyon delle Timpe Rosse a Zagarise
Definito il “Grand Canyon” della Calabria, le Timpe Rosse sono formazioni di arenaria situate nel cuore del versante catanzarese della Sila. L’erosione causata dal vento e dal torrente Uria ha creato pinnacoli e pareti che variano dal rosa al rosso intenso, a causa della presenza di minerali ferrosi.
Il percorso parte dall’abitato di Zagarise e scende verso la gola con una pendenza pronunciata.
L’esperienza richiede scarponcini da trekking e una scorta d’acqua adeguata. Il momento suggerito per osservare l’arenaria nel suo massimo splendore cromatico è il tramonto, quando le pareti sembrano accendersi di una luce fiammeggiante.



